Taranto, inaugurato il MarTa firmato il Cis. Giovani Popolari: “Segnale timido, Renzi faccia di più”

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Dopo la visita di ieri a Taranto del premier Matteo Renzi, nel capoluogo jonico per inaugurare il MarTa e firmare il contratto di sviluppo che porterà in città 850 milioni di investimenti, il coordinamento jonico dei Giovani Popolari interviene con una nota sulla giornata tarantina del premier:

La tappa istituzionale del premier Matteo Renzi nella città di Taranto, dopo quasi due anni dalla sua prima visita avviene in occasione dell’inaugurazione per il secondo piano di esposizione del museo archeologico MarTa ed inoltre per firmare il contratto di sviluppo per Taranto (Cis), un pacchetto di investimenti da 850 milioni di euro per porto, bonifiche e altri progetti sulla città.

E’ un segnale del Governo centrale, pur se per noi un segnale timido rispetto agli investimenti spostati verso la regione Sardegna ma comunque, nei confronti di una città industriale che ha perduto da tempo la sua principale vocazione economica.  Ribadiamo che la strada da percorrere è quella dello sviluppo turistico e culturale, e del  pienorispetto per la salute e per l’ambiente.

Non sono mancate le comprensibili contestazioni da parte di cittadini; perfino lo stesso governatore Michele Emiliano, con il quale l’UDC ha abbracciato un programma politico regionale per il quinquennio 2015-2020, ha criticato l’ultimo decreto legge per l’Ilva e le scelte dell’esecutivo sul siderurgico. Effettivamente i fondi promessi erano già stati annunciati e si tratterebbe solo di una firma su cose già definite: Renzi è in campagna elettorale e per rilanciare la sua figura ha colto l’occasione di essere presente a Taranto solo per una firma.

Siamo stati sempre del parere che stando fra la gente si potessero carpire i giusti segnali ed infatti ieri, fra le circa 200 persone, ambientalisti, rappresentanti di movimenti e associazione e Slai Cobas abbiamo atteso l’arrivo del Presidente del Consiglio Renzi per contestare la politica del governo che non ha particolarmente convinto specie sull’Ilva, messa in vendita col decimo decreto convertito in legge nei giorni scorsi.

A prescindere dalla contestazione che abbia assunto o meno toni anche più alti del normale, non ci sentiamo di giustificare la rabbia che si è manifestata anche con accenni  di azioni violente avvenute durante la manifestazione, specialmente nei confronti dell’on.le Pelillo, al quale manifestiamo la nostra solidarietà. D’altra parte se la politica ha smesso di dare risposte ed ha troncato la comunicazione con i cittadini di Taranto questo scotto è da pagare per chi ha preferito agire dietro le quinte piuttosto che non da protagonista.

Il premier, accompagnato dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e dal ministro ai Trasporti e infrastrutture, Graziano Delrio, dal viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, ha tenuto a battesimo l’esposizione del secondo piano del MarTa, occasione straordinaria per il rilancio culturale e turistico per la città di Taranto che da oggi vanterà uno dei 20 musei ad autonomia finanziaria con una delle collezioni più importanti al mondo, risalenti a circa 6.500 anni.

Anche se non totalmente soddisfatti, come componente giovanile di un partito moderato restiamo critici per le risorse che Taranto ha ottenuto rispetto ai quasi 2.5 miliardi di euro ottenuti dalla Regione Sardegna; è la politica che attira gli investimenti del governo e forse i parlamentari sardi sono più capaci rispetto ad altri. Al presidente del consiglio, che ha firmato il Cis per Taranto ovvero un pacchetto di progetti e interventi da 850 milioni di euro, di cui circa la metà per il porto ci accodiamo alla richiesta di maggiori attenzioni che diverse e molteplici associazioni di categoria e sindacati hanno avanzato da diverso tempo.


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