Villa Carmine perde pezzi. Ancora.

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Cronaca, Politica



Questa mattina il cartello del dog park in villa Carmine, inaugurato nel 2013 dall’ex amministrazione comunale, a causa di un colpo di vento, è caduto. I pali su cui si reggeva, di legno, erano stati completamente rosicchiati dagli insetti, come poteva essere ampiamente prevedibile. Chi scrive ha fatto in tempo a fare un salto in avanti per scansare una insegna di legno che cadeva in testa, ed è stato fortunato anche il padrone di Lucky, che era con me nel parchetto. Non è successo nulla, nessuno si è fatto male. Solo un po’ di spavento per i cani, a causa del forte rumore.

Il cartello caduto, però, mi induce ad una riflessione, perché non è che l’ennesimo segno di incuria di uno dei posti più belli della città. L’ex amministrazione Ancona, con l’ex assessore Coletta, avevano fatto di quell’angolo di Villa Carmine un fiore all’occhiello del loro operato, un simbolo del rinnovato interesse verso le esigenze dei cittadini. Il dog park rappresenta per tanti padroni la possibilità di portare il proprio cane in un posto recintato e protetto, ma ormai abbandonato. I giochi sono ormai distrutti, di alcuni non si ha nemmeno memoria di quello che erano. Il posto ha ormai le sembianze di qualcosa che era e ora non è più. La domanda che mi faccio, e che lascio aperta non avendo una risposta adeguata è: a chi tocca prendersi cura delle cose della città dopo che queste non portano vantaggio più a nessuno? Serve necessariamente che Coletta (per fare un nome a caso) sia assessore perché il parco venga curato e protetto? Oppure è cosa del Comune, comune, e quindi di tutti, meritevole di essere curato da chi rappresenta la collettività, a prescindere da chi sieda a Palazzo Ducale?


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