Quali cambiamenti in via Mottola?

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Politica


Basta un po’ d’acqua perché via Mottola si allaghi? I lavori hanno migliorato la situazione? Secondo gli abitanti i lavori hanno sì permesso all’acqua di defluire più velocemente, ma il problema dell’invaso rimane ed è simile al problema del traffico: così come l’acqua, le auto arrivano da tutte le parti della città e si concentrano lì.

Il livello di pioggia a Martina Franca è misurabile dall’incrocio tra via Mottola e via Guglielmi, da quanto qual bacino naturale si riempie o meno d’acqua, generando disagi e post sui social network. Gli abitanti della zona hanno da tempo consegnato a Palazzo Ducale lettere di protesta, proposte, solleciti, firmati ognuna da almeno trenta abitanti, tutte che vanno nella stessa direzione: bisogna fare qualcosa. L’ultima lettera è stata protocollata il primo luglio scorso, dai condomini di via Mottola 60, con la richiesta di rivedere l’isola pedonale creata a seguito dei nuovi lavori che di fatto impedirebbe, o renderebbe complicato, accedere al garage sotterraneo. I lavori all’incrocio, per la creazione della canalizzazione delle auto, di una rotatoria e di alcuni marciapiedi, hanno generato d’estate molte aspettative da parte dei cittadini che hanno riposto nei blocchetti e nel cemento la soluzione ai problemi per gli allagamenti che sono costretti a subire ogni volta che piove. Alla luce però del recente acquazzone del 9 settembre scorso, i lavori effettuati non risolvono il problema, al massimo accelerano il deflusso delle acque. Proprio questa constatazione ha deluso, e tanto, gli abitanti del quartiere che immaginavano una soluzione definitiva. Eppure alcuni di loro, i più avveduti, spiegano al Nuovo Quotidiano: «Finchè non si risolve il problema dei flussi di acqua che arrivano qui, in questo bacino naturale, sia da San Francesco e dal centro storico, che da via Massafra e da via Caduti di Russia, non servirà aprire altre feritoie». L’acqua come le auto: «Basta guardare il traffico, e dove si forma l’ingorgo: l’acqua segue la stessa strada. Bisogna impedire che arrivi».

I lavori, effettuati nell’ambito della sistemazione della zona industriale, però, non erano diretti a risolvere il problema dell’acqua, nonostante quasi impercettibili migliorie, ma a intervenire sul problema del traffico nella zona, come primo passo verso una ridefinizione del flusso dei veicoli. Le opere idrauliche che ci sono state sono secondarie. I miglioramenti che ci sono stati hanno riguardato i miglioramenti nella canalizzazione, incrementando le feritoie e realizzando nuovi canali fognari, collegando una vasca in via Alberobello, ripulita. Si dovrà attendere l’opera, appena finanziata, che riguarderà il Votano, un’opera di difesa, che dovrebbe impedire l’arrivo degli ingenti flussi di acqua in via Mottola, e per il quale è stata appena conclusa una conferenza dei servizi. L’obiettivo è quello di creare una canalizzazione tra la condotta del Votano e una nuova captazione nei pressi della scala che costeggia la chiesa di San Francesco. Il progetto fu impostato quando l’assessorato ai Lavori Pubblici era retto dall’ingegner Franco Convertini, recentemente approvato per 3 milioni di euro.

Gli interventi, quindi, hanno riguardato quasi esclusivamente il traffico. Nonostante a Martina Franca manchi un Piano del Traffico aggiornato, si tenta di alleviare alcuni disagi che da tempo rallentano la viabilità. La rotatoria in via Mottola riguarda questo progetto, e a breve sarà accompagnata da alcune novità in termini di sensi unici. La piccola bretella tra via Alberobello e via Mottola, diventerà a senso unico: ci si potrà solo immettere, mentre si accederà in via Alberobello proprio dall’attuale sbocco sulla rotatoria, che cambierà senso di marcia, e da via della Resistenza. Via Caduti di Russia sarà invece il collegamento tra via Massafra e via Mottola, e non il contrario, come è ora.

Sembra chiaro, quindi, che per risolvere il problema dell’invaso si dovrà attendere l’inizio dei lavori di pulitura e di canalizzazione del Votano, e nel frattempo, come documentano le foto fatte dai cittadini, nonostante uno scorrimento più veloce delle acque piovane, il livello che si raggiunge quando la pioggia è intensa, è notevole, tanto da superare in altezza il nuovo spartitraffico, come dimostra la foto.

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