Briatore al vetriolo sulla Puglia. Carrisi: “Preferiamo il made in China ad una boutique di Prada”

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Pochi giorni fa si è chiusa ufficialmente la stagione estiva, ma in Puglia il dibattito sul turismo resta sempre acceso, dopo le dichiarazioni di Flavio Briatore che, nel corso dell’incontro “Prospettive a Mezzogiorno” a Otranto, ha bocciato il Tacco d’Italia, dichiarando che “I vostri alberghetti non servono, i ricchi vogliono hotel di lusso sul mare”.

Ai pochi che lo hanno difeso (principalmente imprenditori, ingolositi dagli affari) ha fatto da contraltare una feroce critica, esplosa principalmente sui social. Anche lo scrittore martinese Donato Carrisi ha voluto infatti dire la sua, e lo ha fatto tramite un post sul suo profilo Facebook pubblicando una lettera aperta indirizzata, con molta ironia, non all’ex team manager della Renault, radiato a vita dalla Formula 1 per illeciti sportivi nel 2008, bensì a tutti i pugliesi.

Il suo intervento è, calcisticamente parlando, un’entrata a gamba tesa sul perbenismo con il quale molti pugliesi hanno criticato Briatore. Il suo è un commento amaro sulla situazione pugliese, non una difesa ad occhi chiusi all’imprenditore ricco e cafone, ma un’analisi, anche se approssimativa, sulla reale situazione pugliese di per sé già compromessa in molte zone e di una Regione che non ha bisogno di altri “imbecilli, ricconi e cafoni”. Bastiamo da soli per distruggere coste e natura e che “preferisce a Prada il made in china nei trulli di Alberobello”.

“Caro Flavio, te lo dico da pugliese: SEI UN IMBECILLE – esordisce lo scrittore – noi siamo di moda e non abbiamo bisogno di te e dei ricchi come te. E se poi fanno un resort a cinque stelle lusso al posto dell’Ilva? No! no! Lo sappiamo che il Golfo di Taranto ha uno dei mari più belli del Mediterraneo, ma preferiamo tenerci un vetusto siderurgico che ogni tanto, insieme all’acciaio, ci sforna anche qualche bel operaio morto. E siamo fieri del primato del 30% in più di mortalità infantile. I ricchi non li vogliamo, ci piacciono di più i bambini malati di cancro. E se poi questi ricchi ci chiedono pure di pulire le spiagge e i tratturi pieni di rifiuti? Ormai fanno parte del paesaggio, non ce ne accorgiamo quasi più. E non sia mai che i milioni portati barbari con lo yacht di lusso servissero per creare qualche nuovo posto di lavoro! Ma scherzi? Il 45% dei giovani di qui emigra per farsi una vita e noi siamo contenti che vadano per il mondo a far conoscere le orecchiette con le cime di rapa!”

“Vedi Flavio – continua la lettera di Carrisi -, noi siamo sempre stati apprezzati per l’ospitalità, abbiamo abbracciato i fratelli albanesi quando non li voleva nessuno, però ai tuoi cafoni arricchiti diamo un calcio nel sedere. Non ci servono nuove colate di cemento perché in Puglia non c’è abusivismo edilizio che devasta le coste. Che c’è, non lo sapevi? E siamo orgogliosi che non ci siano nuove infrastrutture! Abbiamo la più grande ferrovia privata del Paese, anche se è sotto sequestro da più di un mese. E poi, piuttosto che costruire nuove opere pubbliche per quelli come te, preferiamo che un treno deragli in mezzo alla campagna facendo decine di vittime. Vuoi la movida? E noi rispondiamo con la pizzica. Anche se onestamente non ho ancora conosciuto un pugliese sobrio che riesca a sopportarne l’ascolto per più di quindici minuti, io la preferisco di gran lunga alla musicaccia del Twinga o del Billionaire”.

La lettera di Carrisi si conclude con un’amare riflessione, non del tutto condivisibile, perché non si fa riferimento alle tante realtà territoriali che senza ricconi e cafoni alle spalle stanno provando a cambiare le cose: “Noi abbiamo la CULTURA! E fa niente se proprio la Puglia l’anno scorso è stata la regione d’Italia che ha letto meno libri! Noi abbiamo l’Arte, la Storia! Vabbe’, il merito è dei nostri antenati, ma chi se ne frega: sono decenni che viviamo di rendita. E poi noi sappiamo valorizzare le nostre bellezze! Per esempio, non riusciamo a immaginare i trulli di Alberobello che ospitano le boutique di Hermès o di Prada. Meglio coi negozietti tutti uguali che smerciano inutili souvenir Made in China. Insomma Flavio, tu non hai capito niente. Madonna è venuta, no? Magari non torna, però a noi che ci importa? Perché, ti ripeto, noi “siamo di moda”.

Ci sarebbe da interrogarsi su come, in realtà, i pugliesi vedano la propria Regione e su come la politica deciderà di indirizzare il sempre più crescente turismo di massa. E alla fine, ricchi o poveri, cafoni o gentili, ci troveremo a dover scegliere tra un libro e un Mojito.

“È vero, le mode passano, bisogna approfittare subito della fortuna che ci è capitata. Ma che ci vuoi fare? Ci piacciamo così. Anche se un giorno vi dimenticherete di nuovo tutti quanti di noi”.


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