Amministrative 2017. Il Pd vede Muschio. Ancona chiede la riconferma. CoR ha già le liste

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Politica


Inizia il valzer delle riunioni per le prossime amministrative. In attesa di conoscere quanto deciderà Roma in merito alle prossime politiche e sapere, quindi, se ci potrebbe essere un election day, a Martina Franca da qualche settimana sono riprese le iniziative in vista della corsa a Palazzo Ducale. In questo momento la situazione è davvero frammentata, sia a destra che a sinistra e tutto, comunque, sarà determinato dalle scelte nazionali, considerando che per alcuni Palazzo Ducale è un biglietto di andata per il Parlamento.

Iniziando da destra, e tralasciando volutamente i margini residuali dei salviniani, Forza Italia ha già individuato in Pino Pulito il proprio cavallo di battaglia, quest’ultimo staccatosi da CoR di Chiarelli, che invece punta su un professionista, il medico Martino Ancona, tanto che si vocifera che a sostegno ci sarà una lista quasi sanitaria. Al centro, Michele Muschio è il referente di Area Popolare (ma esiste ancora?), forte dell’alleanza di maggioranza in Regione, inizia a partecipare alle riunioni col Pd, ma la sua possibile presenza (di lui proprio, non del partito che rappresenta), rende nei fatti improbabile qualsiasi alleanza elettorale con il centrosinistra che ha governato dal 2012, se diamo per scontato che Franco Ancona, impegnato da un mese in un progetto solitario che si chiama Visione Comune (VC), rimanga coerente con quanto affermato negli anni passati rispetto al coinvolgimento dell’ex candidato sindaco dell’UDC (sembra passata un’era, eh?).

Tutto, comunque, dipenderà dalle scelte del PD, partito di maggioranza relativa, e del suo maggiorente politico Pentassuglia. Ancona e il consigliere regionale si sono incontrati per un lungo colloquio. Ancona, politico di formazione novecentesca, non ha intenzione di passare dalla forche caudine delle primarie di coalizione, anche perché essendo l’ex sindaco è convinto che una nuova fiche gli sia dovuta. D’altro canto, il consigliere regionale non avrebbe al momento alcun altro nome da proporre, o se ci fosse, si dovrebbe attendere l’ultimo momento per conoscerlo. La situazione è in stallo.

A sinistra, invece, non è stato gradito l’incontro di ieri pomeriggio tra Pd e Muschio, anche se è la declinazione di quanto già avvenuto a livello regionale. Nella prospettiva del Partito della Nazione, le ali estreme non sono contemplate. Il Pd, infatti, vorrebbe riproporre le stesse alleanze di Bari, ma a sinistra, forti del risultato del referendum costituzionale, si auspicano le primarie di coalizione. Le questioni da risolvere sono due, nel centrosinistra: i confini della coalizione e le primarie. I primi sono fumosi, perché dovrebbero comprendere, a rigor di logica, anche i movimenti di Franco Basile e Luca Conserva (quest’ultimo accreditatosi grazie all’ultima esperienza elettorale a Sinistra Italiana), ma anche Area Popolare, se si risolvesse l’impasse di Muschio. La ricandidatura di Ancona non è scontata, anzi, perché a sostenerlo ci sarebbero solo al momento gli ex assessori Scialpi e Lasorsa, che però non possono contare sul sostegno di nulla di organizzato. I giovani del Pd (Palmisano, Convertini e Coletta) scalpitano: c’è chi spera di riempire il posto vacante in via Capruzzi, qualora Pentassuglia prendesse il treno per Roma, sia per essere considerato/a come papabile al soglio di Palazzo Ducale. Ma, soprattutto, scevri di tatticismi, i più giovani spingono perché ci si dia una mossa. La seconda questione, le primarie, potrebbero risolvere una serie di perplessità, ma come si sa il voto popolare non sempre è ligio alla strategie di posizionanti personali.

Un passo indietro ad osservare c’è IdeaLista di Michele Marraffa, che all’ultimo momento ha dato il proprio endorsement per il Sì al referendum. Il movimento dell’ex candidato sindaco è l’unica formazione nel panorama cittadino ad aver compiuto un percorso coerente di crescita e dalle sue fila potrebbero esserci alcune sorprese.

A margine del racconto, al momento, il Movimento 5 Stelle, spaccato in più fazioni. In mancanza di proposta, potrebbe raccogliere molti voti di protesta.


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