Niente accoglienza per 5 migranti. Salam: “Revoca disposta dalla Questura, non da noi”

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Società


In merito ad alcuni “post” pubblicati su Facebook, e ad un comunicato stampa a firma “Slai Cobas” in cui si fa riferimento alla “revoca dell’accoglienza” che ha interessato cinque richiedenti asilo ospiti all’Hotel Bel Sit, l’Associazione Salam tiene a chiarire che la revoca delle misure di accoglienza è stata disposta dalla Prefettura di Taranto non perché richiesta dalla Associazione Salam, ma su indicazione della Questura come si legge nella revoca:

La revoca in questione si deve a due ragioni: 1. i cinque richiedenti asilo partecipando alla protesta hanno bloccato il traffico impedendo il passaggio di un’ambulanza e di un camion dei Vigili del fuoco.2. Gli stessi hanno avuto dei comportamenti gravemente violenti all’interno della struttura di accoglienza. Possiamo comprendere le ragioni di chi protesta, ma non possiamo comprendere e tollerare ogni forma di incivile comportamento, soprattutto a danno della collettività e del personale che lavora nei centri. Inoltre, riteniamo di una gravità assoluta il comportamento di chi dice a parole e per mezzo di “comunicati stampa” di voler aiutare i migranti, ed invece non solo li strumentalizza ma li spinge in maniera irresponsabile a violare norme dello Stato Italiano, e a commettere dei reati, che colpiscono non solo la collettività ma direttamente anche loro: con conseguenza la revoca dell’accoglienza.

Ci teniamo inoltre a far presente che la protesta aveva come motivazione la mancata erogazione del pocket money da parte della Associazione Salam ente gestore del centro di accoglienza, a causa degli omessi pagamenti dei corrispettivi mesi (per una somma superiore ad un milione e 600 mila euro) da parte della Prefettura, come comunicato più volte agli stessi richiedenti asilo ospiti presso le nostre strutture. Nel sito dell’AssociazioneSalam, per ragioni di trasparenza, sono stati pubblicati già a dicembre scorso gli importi versati dalla Prefettura all’Associazione Salam, a riprova di quanto scritto.

Per tentare di risolvere la crisi finanziaria dell’ente gestore, che ha comportato il ritardato pagamento del pocket money come anche degli stipendi dei dipendenti, l’Associazione Salam ha comunicato alla Prefettura l’impossibilità di sottoscrivere la proroga, non potendo far fronte ai rilevanti costi di gestione dell’ente e non potendo altresì assolvere alle attività connesse all’esercizio di molteplici servizi di accoglienza sino ad oggi garantite.

Alla lettera inviata in data 29/12/2016, la Prefettura non ha risposto mantenendo di fatto le persone all’interno delle strutture e continuando a caricare l’Associazione Salam di responsabilità e di ulteriori costi di gestione. Ad ogni modo l’ente gestore continuerà a garantire i servizi d’accoglienza in attesa di risposte, per venire incontro agli ospiti presenti nelle proprie strutture e a riprova del grandissimo sforzo che l’Associazione sta facendo.


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