Scatigna a furia di retwittare si diventa ciechi

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Politica



Che il primo cittadino Tommaso Scatigna fosse un uomo di destra non è certo una novità. Come non è una novità che molti lo vorrebbero come sindaco del proprio paese. Attestati di stima arrivano da cittadini insospettabili del sud est barese: “Ah se ci fosse Scatigna” , “ Beata Locorotondo” . “Ci vorrebbe uno Scatigna dovunque”. Tutti lo invocano  e dalla vicina Martina  c’è addirittura chi venderebbe la propria cittadinanza pur di averlo un giorno come sindaco (l’abbiamo visto “duettare” pure con Stefano Coletta in una puntata del dopo assemblea iscritti Pd su Facebook).

Chi scrive, già se lo immagina  con il mantello e la spada sguainata mentre con i suoi 120 cavalli di suv sconfigge l’esercito dei Cappelletti in doppia fila e dona a Martina  metà  delle rotatorie di Locorotondo per buona pace della popolazione.

Ogni uomo che si rispetti ha un segreto inconfessabile anche Scatigna, ma siccome lui è Scatigna  se ne frega e ogni tanto deve ribadire soprattutto su Twitter la sua appartenenza politica.  Ogni tanto, non è l’unico naturalmente, di recente abbiamo anche visto una dottoressa (che vuol dire che ha studiato) condividere dei post di Salvini  (che notoriamente  si contraddistingue per le sue idee geniali, ad avercelo sotto mano questa estate  avremmo potuto creare il “vuoto” nel recapito finale tanto da stapparlo e risolvere tutti i nostri problemi di viabilità).

Comune ogni tanto Scatigna fa una “scatignata“, ogni tanto deve ricordare ai suoi (anche se nessuno glielo chiede)  che lui appartiene a un mondo che fortunatamente non esiste più e se esiste ha una prospettiva sicuramente sbagliata, sotto sopra.

Ora al netto della libertà di parola, l’apologia al fascismo è un reato. Vale anche se retwitti un post di un imbecille nostalgico qualunque che nel nome si  richiama a un  movimento neofascista sgominato sul finire del 2014 con l’accusa di eversione e terrorismo.

Sperando che non sia l’ennesimo “momento di festa ed euforia” citando le parole dell’Assessore alla Cultura del comune di Locorotondo quando  lo scorso giugno  i giovani forzisti si fecero ritrarre mentre si esibivano  in un saluto a braccio teso  per festeggiare la vittoria alle amministrative,  il nostro auspicio, caro sindaco,  resta sempre lo stesso: cerchiamo di dare un buon esempio alle giovani generazioni che sembrano davvero non avere una storia alle spalle.

Siamo certi, persona ragionevole qual è, che scivoloni del genere difficilmente avverranno nuovamente, nel frattempo non possiamo che esprimere la più profonda tristezza per qualcosa che a noi non fa ridere anzi ci fa vergognare.


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