A chi non piace Erri De Luca?

Questa mattina il sindaco di Locorotondo, Tommaso Scatigna,  ha scritto una lettera al Vescovo  Caliandro per informarlo, grosso modo,  che ieri c’è stata nella chiesa della Madonna della Greca, alla presenza  di   un ospite di rilievo internazionale (anche se nella lettera non scrive di chi si tratta),  la presentazione dell’ultimo libro di Erri de Luca “La natura esposta” che ha sconvolto l’architettura interna dell’edifico romanico.

Secondo Scatigna, come scrive sul suo profilo Facebook: “Ieri alla presentazione del libro di Erri De Luca, scrittore sicuramente di levatura culturale internazionale, mi sono giunte foto e testimonianze di come è stata fatta apparire la nostra chiesa della Greca. Definita “sconsacrata” e con il sacro altare spostato per far posto ad un tavolo con sedie…Ritenendo inaccettabile tutto questo, inaccettabile chi mortifica la religiosità e la storia della nostra comunità, ho scritto il mio sdegno al nostro vescovo per metterlo a conoscenza dell’accaduto!”.

Noi che naturalmente eravamo presenti all’incontro  abbiamo visto con i nostri occhi quello che è davvero successo: una città riunita grazie alla libreria L’approdo  (visto che nessuno vi ha ringraziati lo facciamo noi per averci dato questa opportunità di ascoltare uno dei più grandi  autori italiani)  che ha voluto fortemente ospitare De Luca in una delle location più suggestive (secondo chi scrive ) di Locorotondo.

Ma a Scatigna e alla sua amministrazione non va giù che: “l’altare è stato smantellato– come si legge sulla lettera-  preferendo ad un tavolo due sedie, un tappeto con colonna greca a terra, decaduta. Quasi a simboleggiare un luogo bello ma senz’anima, snaturato privo della sua essenza  e, a quanto pare così è stata presentata la Chiesa della Madonna della Greca coma una chiesa sconsacrata. Non è possibile accettare ciò. La mia amministrazione comunale promuove gli eventi culturali da tempo. Asseconda la conoscenza dei luoghi più suggestivi del nostro paese, in occasione di eventi culturali. In nessuna occasione si è mai spinta oltre. Mai. Siamo per l’utilizzo indecente che ha subito la chiesa della Madonna della Greca.  Probabilmente il parroco don Franco Pellegrino (presente in indirizzo), non era a conoscenza delle intenzioni degli organizzatori. Altrimenti sarebbe ancora più grave. Tutti gli organizzatori di eventi fino ad oggi hanno sempre avuto grande rispetto per i luoghi da utilizzare soprattutto se sacri, concordando con le istituzioni ecclesiali le varie scenografie eventualmente da allestire. Mai nessuno ha osato smantellare un altare per ospitare un personaggio. Mai nessuno ha fatto posto all’uomo sbarazzandosi di Dio come se fosse un mobile da spostare”.

Bene, adesso veniamo ai fatti.

La chiesa era gremita,  molti i presenti in piedi stipati sui lati della navata pronti per ascoltare  lo scrittore napoletano. Poco prima che arrivasse, il buon Don Franco leggendo la situazione ha voluto spostare l’altare poco più indietro per permettere ai presenti di vedere l’autore, in altre parole, di renderlo visibile a tutti,  Un gesto intelligente non sacrilego,  intelligente, nonostante lo stesso De Luca non si sia nè seduto nè abbia utilizzato il palchetto per parlare.

Caro sindaco e cara amministrazione se ci foste stati invece di scrivere epistole come se vivessimo  in pieno medioevo con l’Inquisizione Spagnola alle porte avreste sicuramente ascoltato un uomo che ha parlato in una Chiesa di Amore con la “A” maiuscola.

Perché ieri Erri De Luca ha parlato di Miriam (la Madonna, non l’addetto stampa del comune n.d.r.)  ha parlato di Yosef (il marito della Madonna non Stalin n.d.r.). Ha parlato del coraggio di Maria nel ricevere nel suo grembo la divinità e del coraggio di Giuseppe di accettare la gravidanza di sua moglie, di sposarla  per salvarla dall’ignoranza dell’amministrazione del potere di allora che la considerava adultera e infine della sua decisione di diventare il padre di Gesù.

Per quanto riguarda poi il misunderstanding della chiesa sconsacrata beh, quello ha fatto ridere anche noi. L’autore napoletano entrando in chiesa si è subito scusato per “dare le spalle all’altare”, ma dal pubblico gli è stato comunicato da più persone che quella chiesa era sconsacrata, tranquillizzandolo.

Siamo davvero rammaricati– conclude il sindaco nella sua lettera al vescovo –  di quanto accaduto e confidiamo nel Suo ruolo di Pastore di questa diocesi, affinché possa condurre al meglio questo gregge spesso fino troppo smarrito per la ricerca di se. Da parte nostra ci sarà sempre il massimo rispetto per i luoghi sacri e le migliori intenzioni per valorizzarli nella maniera più opportuna, perché possano essere fonte di vita religiosa ma anche di benessere sociale e turistico”.

Siamo noi, invece ad essere rammaricati perché ancora una volta si è persa una occasione per imparare qualcosa.  Anche se a noi ci balena una idea,  forse malsana,   che il problema non sia la luna ma il dito  di chi la indica.

Non è che il problema sia da ricercare nell’appartenenza politica di De Luca?  Perché se fosse così, ma non è così, (vero?) sarebbe tutto molto triste, infantile e patetico.

A noi e a tantissime altre persone venute da tutta la Valle d’Itria, De Luca è piaciuto molto perché in quella chiesa  è entrato in punta di piedi complimentandosi della bellezza della stessa coi i locorotondesi.

Il resto sono solo chiacchiere di chi non c’era e avrebbe dovuto  esserci.

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