Angelo Panarese tra “Storia e trascendenza”

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Cultura


Una sala gremita quella della biblioteca comunale di Locorotondo quando sabato sera Pietre Vive Editore ha presentato l’ultimo lavoro dato alle stampe “Storia e trascendenza – L’idea di Dio e della donna nel Medioevo” di Angelo Panarese.

Un bel dibattito tra l’Autore e i moderatori Roberto Russano e Nicola Caroli, nell’ambito della rassegna letteraria Fioccano Libri, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Locorotondo.

Angelo Panarese è un saggista particolarmente prolifico di Alberobello che fonda le proprie ricerche sulla cura degli studi di Lettere e Scienza Politiche e che ha all’attivo la pubblicazione di una decina di volumi che danno un particolare risalto alle problematiche del Mezzogiorno sotto una chiave storico-filosofico-politica.

“A guardare l’eclettismo letterario di Angelo, non è la ricerca di erudizione che emerge, non è il fine a se stesso, non è lo sfoggio di cultura, ma è la ricerca della radice umana che sta alla base della ricerca storica. Da bravo studioso di Croce, Angelo cerca la risposta negli interrogativi che nascono dal presente” è stato l’esordio di Roberto Russano, cui sono seguite le domande precise di Nicola Caroli, che si poggiano sulla sua giovane laurea in Storia contemporanea: “Da dove nasce questo particolare tema, per molti versi complesso, che non si concentra sull’evento singolo, ma cerca l’analisi delle strutture come esse si sono evolute e come inserire l’immagine di Dio nella Storia?”

Sincere e aperte le argomentazioni dell’Autore: “Io amo il Medioevo. Se mi trovassi nella possibilità di fare una scelta e ne avessi la possibilità, mi dedicherei all’insegnamento universitario di Storia del Medioevo, oppure di Storia delle Dottrine Politiche. E’ un amore che parte dai testi di Bloch, Pirenne, Le Goff, Braudel, cioè quella corrente di pensiero che rilegge la Storia del Medioevo prescindendo dall’evento singolo e ci da un’immagine complessiva della società, dell’economia, dell’arte, della cultura di quel tempo che io continuo a credere sia stato un periodo di forte costruzione. Come tale, io porto dentro di me questo approccio. Perché questo tema ? Se noi pensiamo alla società attuale, come dice Bauman, una società liquida dove i confini sono molto labili, dove non esistono punti di riferimento forti, io parto proprio dall’idea di quell’aforisma nietzschiano di “Dio è morto”, che cozza profondamente con la storia medievale dove Dio è tutto, dove la nostra vita è filtrata, costruita, strutturata e pensata soltanto alla luce di Dio e del Cristianesimo. Il mio bisogno è stato di comprendere e analizzare un piccolo aspetto della dimensione culturale e ideologica dell’idea di Dio e della donna nel Medioevo – che è un aspetto molto contrastato – tra il passato e il presente.”

Quasi due ore di dialogo ad analizzare Dio e Uomo come elementi caratterizzanti e significativi di quella fase storica e le radici storiche del culto della Vergine, dell’etica che si rapporta al “peccato della carne”, fino all’analisi critica e simbolica del libro profetico dell’Apocalisse, che fu il testo più letto e seguito di quel tempo.

Nel filo che l’Editore ha stabilito per la collana iFossili, anche questa volta, Pietre Vive ha gettato un ponte fra realtà territoriale e resto del mondo, e noi diremmo anche con il resto del tempo.

 

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