Risparmiare differenziando? I dubbi del Comitato Loco.Motiva e del Comitato Locorotondo per il NO

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Ambiente, Società


Pubblichiamo un comunicato ricevuto dal Comitato Loco.Motiva e dal Comitato Locorotondo per il NO riguardante la raccolta differenziata.
A partire dal 1 marzo, è di nuovo attivo il sistema che intenderebbe premiare i cittadini che direttamente conferiscano i loro rifiuti differenziati presso il Centro di raccolta comunale in contrada Marangi. Un servizio attraverso il quale i cittadini virtuosi riuscirebbero a conseguire, quanto meno nelle dichiarate intenzioni, sgravi in bolletta, secondo le percentuali indicate nell’infografica che segue:

A leggere con attenzione la tabella riportata sul volantino (immagine sopra) che l’Amministrazione comunale ha predisposto per promuovere il servizio, ci è venuto qualche dubbio. Così, siamo andati a controllare il Regolamento per l’applicazione della TARI (Tassa Comunale sui Rifiuti), dove, al Titolo IV, norma proprio il sistema della riduzioni e delle agevolazioni.

Il Regolamento in questione prevedere delle riduzioni per le utenze domestiche (vedi Art. 22) e delle riduzioni per le utenze non domestiche (vedi Art. 23), per le quali sono riportati rispettivi coefficienti, punteggi e riduzioni applicabili, differenti per i due tipi di utenza. Innanzi tutto, dal volantino fatto circolare non si evince se i criteri per le riduzioni siano stati unificati nell’unica tabella riportata o restino differenziati come previsto dal Regolamento (vedi tabella sotto, riferita alle utenze non domestiche).

Inoltre: stante il Regolamento, le utenze domestiche avrebbero dovuto conferire presso le “isole ecologiche” e quelle non domestiche presso il “centro comunale di raccolta”.

Cosa sta accadendo oggi?

Innanzi tutto, occorre prender atto che il previgente sistema delle riduzioni per le utenze domestiche che conferivano rifiuti differenziati presso le isole ecologiche non è più previsto, occorrendo, per tutte le utenze (domestiche e non), che il ridetto conferimento venga effettuato unicamente presso il centro comunale di raccolta di Contrada Marangi.

A questo punto ci siamo chiesti: se uno degli obiettivi principali del nuovo servizio di gestione dei rifiuti doveva essere quello di incentivare la raccolta differenziata, per abbattere i costi derivanti dal conferimento in discarica e dall’ecotassa, che senso ha attivare un servizio (quello vecchio del conferimento presso il centro di raccolta e degli ecopunti) che di fatto disincentiva l’utilizzo del nuovo servizio di raccolta “porta a porta” e attraverso le isole ecologiche?

E val la pena rammentare, anche a tal proposito, che il 23 dicembre scorso, l’Amministrazione comunale, ha annunciato in Consiglio Comunale la reintroduzione dell’AUMENTO DEL 10% sulla tassa sui rifiuti.

Perché reintroduzione? Perché quel 10% era stato eliminato, sempre dall’Amministrazione, circa un mese prima (il 30 novembre). Come si evince dai verbali di quella seduta di Consiglio, il provvedimento fu approvato con voto favorevole della maggioranza e anche del gruppo Porta Nuova (a onor del vero, infatti, solo il M5S si astenne). A cose fatte, di lì a un mese appena, l’Amministrazione si è accorta che quella riduzione era stata approvata fuori tempo massimo (il termine era fissato al 31 luglio) e che quindi andava decretata l’inefficacia della deliberazione del 30 novembre.

Si è trattato certamente di un episodio di grande e generalizzata disattenzione, da parte di chi amministra e di chi dovrebbe svolgere funzione di controllo, tale da penalizzare tutti i cittadini, virtuosi e non.

Che il servizio di raccolta differenziata spinta sarebbe comunque costato dal 10 al 15% in più, lo aveva già annunciato nel 2012 e l’Assessore all’Ambiente della prima Giunta Scatigna, Giusi Convertini, che peraltro, nel presentare il nuovo servizio che l’Aro BA/6 si accingeva a mettere a gara, aveva anche parlato di introdurre sacchetti contrassegnati da codici a barre, i quali avrebbero dovuto permettere di sapere esattamente quanti rifiuti i cittadini producono e poter di conseguenza applicare proporzionate riduzioni.

Un aumento a fronte di sgravi per le utenze domestiche e non domestiche sarebbe stato sicuramente ben gradito dai cittadini, ma un servizio che non corrisponde alle promesse e tradisce completamente le attese, di sicuro no.

Ciò detto, la scelta di reintrodurre gli ecopunti, così come elaborata dall’Amministrazione in carica, non ci convince.

Se, per un verso, l’applicazione di coefficienti, punteggi e riduzioni previsti dal Regolamento per il conferimento delle utenze domestiche presso le isole ecologiche – come detto – di fatto non esiste più, occorrendo che i rifiuti differenziati siano TUTTI conferiti, per accedere alle misure premiali, presso il Centro comunale di raccolta, per altro verso, i cittadini pagano comunque di più un nuovo servizio di raccolta differenziata “porta a porta”, potendosi accedere a limitati sgravi e riduzioni solo tornando a conferire al Centro di raccolta come si faceva con il vecchio!!!

Facciamo un esempio pratico: abbiamo conferito qualche giorno fa presso il centro di raccolta 2 bustoni di plastica e 1 di carta. Totale punti accumulati: 6 (sei). Volendo fare un calcolo “alla femminile”, se una famiglia di 3 persone produce 6 punti in 10 giorni di raccolta differenziata (come nel nostro caso), quanto tempo ci impiegherà per raggiungere 4-500 punti? 365 gg/anno diviso 10 gg = 36,5 conferimenti; 36,5 conferimenti x 6 punti = 219 punti. Aggiungiamo che ci sarà il vetro e altra immondizia varia come da elenco e sottraendo tutto quello che non si cura e finisce nell’’indifferenziato, potremmo affermare, senza timore di sbagliare, che una famiglia diligente e con un buon senso civico potrebbe raggiungere i 3-400 punti/anno ottenendo uno sconto lordo del 10-15%, il cui netto non è dato sapere.

Noi, al pari di tutti coloro i quali danno quotidianamente prova di un senso civico che non può certo ricondursi a questa o quella amministrazione, continueremo a fare del nostro meglio per utilizzare al massimo gli strumenti che ci vengono messi a disposizione, certi che non vi è alcuna alterativa alla raccolta differenziata, ma, al contempo, siamo tutt’altro che persuasi da soluzioni contraddittorie e palliative ad un servizio che non sembra funzionare e che, in ogni caso, oltre a recare disagi, non sembra neppure produrre alcun risparmio. Un servizio, peraltro, che si appresta di nuovo a cambiare, visto che l’Aro BA/6, di cui il Comune di Locorotondo fa parte, ha da pochi giorni aggiudicato definitivamente il servizio ad un’altra ditta.

Sarebbe poi indispensabile, che si verifichino periodicamente e pubblicamente quantità, qualità e importi di realizzo del riciclato, sia per i riflessi che detti dati possono assumere sul costo generale del servizio e soprattutto per far sì che ad un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nella valutazione di un servizio nevralgico per tutti i comuni si accompagni la sempre maggiore diffusione di pratiche virtuose, effettivamente sostenibili e, perché no, anche foriere di risparmi concreti.

Auspichiamo, inoltre, una gestione dei servizi che sia più equa e razionale possibile, con particolare attenzione verso le fasce economicamente e socialmente più deboli. Quando le evidenziate priorità diventeranno prassi, saremo i primi a sciogliere le riserve che, come, evidenziato, accompagnano interventi estemporanei, contraddittori se non anche ingannevoli rispetto ai preannunciati risparmi.

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