Ecotassa incostituzionale. Consulta: “Regione Puglia restituisca i soldi ai Comuni”

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Ambiente



L’ecotassa è incostituzionale. Con Sentenza n.85/2017 (Presidente LATTANZI – Redattore de PRETIS – Udienza Pubblica del 22/03/2017 – Decisione del 22/03/2017 – Deposito del 13/04/2017 – Pubblicazione in G. U.) la Corte Costituzionale ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 7, comma 8, della legge reg. Puglia n. 38 del 2011, nella parte in cui prevede che «[a]gli scarti e ai sovvalli di impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio si applica l’aliquota massima del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi», per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettere e) e s), Cost. (…)”.

La lotta che era stata un’autentica bandiera della scorsa amministrazione di Martina Franca rischia di trasformarsi in un qualcosa di inutile (al netto del risultato morale, che resta comunque) dato che la Consulta con la sua sentenza ha praticamente rimesso in discussione l’intero sistema utilizzato fino ad oggi. La Regione sarà costretta a rivedere le tariffe, con la possibile di restituire i 10 milioni di euro prelevati dai cittadini in questi 4 anni.

Ma quale sarebbe nello specifico il punto che ha fatto crollare l’intero castello, decretando la vittoria dell’avvocato Luigi Quinto e dei 70 comuni pugliesi che rappresentava contro la Regione Puglia? Semplice, è il meccanismo che fa della raccolta differenziata il parametro per stabilire quali Comuni potevano beneficiare della riduzione dei tributi.
La Corte ha accolto le motivazioni di Quinto, stabilendo che non si può dare rilievo al solo momento della raccolta ma a tutto il processo di lavorazione del rifiuto, fino all’arrivo in discarica. Insomma, l’Ecotassa era fondata su un parametro parziale e che non contribuiva a definire la virtuosità complessiva di un Comune.

La Consulta ha quindi sentenziato che la legge pugliese sull’Ecotassa è in contrasto con le normative statali, perchè a Bari si era previsto di concedere riduzioni solo a chi differenzia bene solo nella fase iniziale e non anche in quella finale.

“Della sentenza della Corte Costituzionale beneficeranno tutti i Comuni della Regione Puglia – ha dichiarato Quinto – La sentenza varrà per le annualità future, a partire dal 2018, per l’intera provincia di Lecce … Ma varrà anche per le altre province pugliesi nelle quali i rifiuti vengono sottoposti a trattamenti altrettanto efficienti prima del loro conferimento in discarica. Per quanto riguarda le annualità pregresse i benefici riguarderanno i soli comuni che hanno proposto i ricorsi davanti al giudice amministrativo”.


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