Scatigna: “La privatizzazione del cimitero sarà l’operazione politica più importante della mia consigliatura”

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Una piazza non del tutto gremita ha accolto l’invito del primo cittadino Tommaso Scatigna a parlare della privatizzazione del cimitero.  Mentre i consiglieri di Porta nuova spegnevano i microfoni e spostavano le sedie che avrebbero dovuto ospitare  il confronto pubblico delle ore 19:00 con Vincenzo Fornaro, lo stesso sindaco e Manuela Palmisano andato deserto a causa della assenza prevedibile dei tre, Scatigna esordiva spiegando il perché aveva deciso di scendere in piazza e fare chiarezza su questo argomento.

“Una impresa – racconta Scatigna- attraverso il project financing ha proposto al comune di Locorotondo la privatizzatone del cimitero, un’ operazione politica importante che probabilmente sarà la più importante di questa consigliatura”.

“Il cimitero di Locorotondo- secondo il primo cittadino-  è saturo, oggi non c’è più la possibilità di nuove edificazioni e di nuove realizzazioni, nel caso in cui  oggi dovesse servire un posto per qualcuno meno abbiente che viene a mancare e che posto non ne ha, il sindaco non è in grado di garantirlo. Il cimitero di Locorotondo al di la di quello che dicono comporta un costo di gestione rappresentato dal personale e dalla manutenzione ordinaria e straordinaria pari a decine di migliaia di euro che oggi il bilancio comunale non si può permettere”.

La proposta di privatizzazione è stata presentata al comune a luglio dell’anno scorso, poi il progetto ha seguito il suo iter  fino ad arrivare al  23 ottobre quando l’amministrazione Scatigna  ha approvato la prima delibera di giunta, delibera questa che come racconta il sindaco: “ ha messo delle condizioni  al proponente:  la certezza e la sicurezza di avere a disposizione del comune un numero di loculi tale da consentire la sistemazione a decesso avvenuto delle persone meno abbienti; il proponete doveva assicurarsi nei 25 anni di durata del progetto della manutenzione ordinaria e straordinaria non solo del nuovo ma anche  del vecchio cimitero; il proponente doveva occuparsi del costo del personale”.

Discorso a parte  è quello del tempio  crematorio  che dalle carte si evince che sarà di grandezza 3x3m  e che sarà costruito, qualora andasse in porto il progetto, tra oltre 6 anni: “quindi non c’è nessun ecomostro, nessun inquinamento anche perché- racconta  Scatigna-   ci sono già i pareri preventivi dell’Asl e dell’Arpa. Noi come amministrazione  abbiamo approvato in consiglio  che l’opera è di pubblico interesse e abbiamo approvato la variante urbanistica. In questi giorni stanno scadendo i termini per presentare osservazioni, noi non abbiamo approvato un passo del Vecchio Testamento che è immodificabile, fui io stesso a proporre alle opposizioni, che abbandonarono l’aula, di fare immediatamente delle osservazioni. E quelle proposte le ho fatte  mie, vale a dire il regolamento di polizia mortuaria e il rifacimento di una nuova carta dei servizi che regola il rapporto dei cittadini con l’impresa aggiudicataria del bando” .

“Il comune – continua Scatigna mentre va avanti l’iter ha individuato 16 aree presenti tra il cimitero vecchio e quello nuovo,  le ha messe a bando e quei soldi andranno a rimpinguare le casse del titolo secondo gli investimenti per opere pubbliche , quindi esulate dal cimitero stesso che sarà a carico dell’impresa che si aggiudicherà il bando  europeo. Non c’è nessuno favore a nessun impresa e a nessun privato”.

Pare che a Piazza Moro siano arrivate due  proposte di modifica: una di un privato cittadino e un’altra  che a detta le sindaco essere molto  interessante (forse perché alla stesura ha partecipato lo stesso Scatigna?) ed è controfirmata da molte persone direttamente interessate   come i  presidenti  delle società.

“Quest’ultima  osservazione -come racconta il primo cittadino -dice che a Locorotondo ci sono le società che si occupano bene del trapasso di tutti i loro soci che avranno diritto a una area ciascuno ad uso esclusivo quindi decideranno loro a chi, quando e come farla fare, in più ci sarà un’area (qualcuno si stava lamentano che non lavoreranno più i tecnici locali e progettisti) ci sarà un’altra area di libera realizzazione quindi non c’è nessun vincolo con l’impresa che si aggiudicherà il bando”.

Infine, sempre in piazza si è parlato di costi  “è stato detto –(Scatigna si riferisce  all’opposizione)-  che ci sarà una lievitazione di costi che oggi non sta né in cielo né interra perché quei costi descritti nei volantini distribuiti da Porta Nuova  sono del 1998,  quindi andrebbero  rivisti, in più ho sentito dire da qualcuno  che il comune investirà oltre 6 milioni di euro, questa è una operazione a costo zero che vedrà i primi vantaggi già dal primo anno. Noi dobbiamo fare politica ma dobbiamo fare anche amministrazione e questa la si fa con i dati, con le carte e i confronti si fanno nelle sedi opportune, io sono sicuro che il gruppo consigliare Porta Nuova farà delle osservazioni , così non escludo che questa osservazione possa essere così perfetta da consentire alla mia maggioranza di approvarla, ma la devono fare però, non possono venire solamente in piazza, devono metter e nero su bianco le loro proposte”.

Ultimo punto taccato dal sindaco è stato il passaggio di gestione della ditta di rifiuti. “Stiamo cercando di  rendere tale passaggio meno problematico possibile, noi il 1 maggio eravamo a lavorare per cercare di garantire ai cittadini  un servizio.  Non è stato facile, non è ancora facile ritornare al regime delle percentuali che  avevamo raggiunto, ma vi informo che  faremo una serie di incontri in cui vi proporremo delle modifiche: mastelli domestici carrellati familiari per i condomini e in campagna proporremo il porta a porta”.

 


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