Privatizzazione cimitero. In 2.097 hanno votato No

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Politica



 

Nella giornata di ieri, domenica 21 maggio si è svolta la consultazione cittadina voluta da Porta nuova sulla privatizzazione del cimitero.

Un quesito semplice, unica domanda “sei favorevole alla privatizzazione del cimitero e alla costruzione di un forno crematorio?” A rispondere sono stai in 2134 cittadini.  Qualcuno lo ha chiamato esercizio di democrazia, qualcun altro l’ha considerato una vera e propria perdita di tempo  che non porterà a nessuna battaglia politica costruttiva, ma solo a fare propaganda per la frangia consigliare che ha proposto tale consultazione.  Altri invece, come il porta voce dei 5 stelle locorotondesi, Girolamo Grassi,  non sono andati a votare perché: “non è un Referendum Comunale. Non è questo il vero senso della democrazia- scrive sul suo profilo Facebook-  La democrazia vale quando il cittadino si esprime in maniera consapevole e informata. E molti cittadini non sono realmente informati su questo progetto. È incredibile come il PD riesca a far passare consultazioni interne (primarie, sondaggi) come votazioni di valore giudico collettivo. E poi perché farla ora, dopo che la maggioranza ha già deliberato la pubblica utilità e non ad agosto, quando il progetto è arrivato la prima volta in commissione. Noi del M5S siamo venuti a conoscenza di questo progetto durante il Consiglio del 23/02/2017 (giorno del mio insediamento) e sono stato l’unico dell’opposizione a votare NO. Noi del M5S non porteremo nessun tipo di adeguamento. Locorotondo non ha bisogno di questo “tempio crematorio”.  Il nostro è un NO secco”.

Restano inespressi i pareri del comitato LocoMotiva e del comitato Locorotondo per il No  che sulla questione cimitero non hanno fatto trapelare nulla, un silenzio assordante che ha lasciato un vuoto profondo  nella comunicazione e nella narrazione della città.

Intanto ieri Porta nuova è riuscita a portare in piazza, nei 5 seggi,  un numero quasi pari ai suoi elettori. Alle amministrative del giugno 2016 i consensi erano di 2206 cittadini, un dato questo naturalmente  non paragonabile direttamente a quanto successo ieri , ma fa il paio con una comunicazione che in qualche modo ha smosso il paese.  Vale a dire che 1/5 della popolazione locorotondese è andato a votare e ha scelto di votare per il No.

“L’esito – ha commentato il segretario  del Pd Silvestro Catalano-  è stato esaltante, una faticosa domenica che ha visto questo primo esperimento di partecipazione diretta e democratica alle gradi scelte del paese e che ci ha visto conseguire un risultato di partecipazione  al di sopra delle aspettative. 2134 sono stati i votanti,  un risultato di cui siamo molto soddisfatti” .

Se per Tonino Gentile “in questo paese nulla sarà più come prima e- continua sempre il consigliere di minoranza-  questa città abbia fatto un grossissimo passo avanti nella partecipazione delle persone alla vita politica del paese”, per  il capogruppo Giovanni Oliva quello raggiunto è stato un gradissimo risultato: “Dopo 14 ore ai saggi i No hanno avuto il 98,2%,  i Sì l’1,03%, le schede nulle 0,3%,  le bianche 0.18%. Ringrazio Locorotondo, i cittadini ringraziamo chi ha lavorato  in tutte queste ore, in queste settimane per comizi , confronti,  per l’informazione, facendo volantinaggio,  cercando di informare i cittadini su quelle che erano le opportunità,  i rischi, i dubbi di questo progetto , e un ringraziamento ai volontari che hanno dato il massimo  per poter raggiungere questo grande risultato. È la prima volta che a Locorotondo si fa un esperimento del genere 2134 locorotondesi sono un gradissimo risultato”.

Il giorno dopo, tocca però capire cosa fare con questi  2.097  cittadini che hanno espresso un parere negativo, verranno messi sul piatto della bilancia nel prossimo consiglio comunale (sicuramente non quello del 24 maggio) oppure resteranno muti e inascoltati?

Certo, placata l’euforia i risultati restano e vanno letti in maniera oggettiva da ambo i lati, se per Scatigna e la sua amministrazione  duemila voti sono davvero poca cosa per il centro sinistra significano esistenza e resistenza, un “noi ci siamo e ricominciamo a fare opposizione” come dichiarò Tonino Gentile nell’ultimo comizio in piazza.

Dall’altro lato c’è un’amministrazione che forse, come suggerisce qualcuno che un tempo era molto vicino al primo cittadino, ha capito la lezione  e comincerà ri-coinvolgere la cittadinanza nei processi politici tanto da organizzare un incontro pubblico con i tecnici su questo progetto  anche perché “dai tecnici c’è sempre da imparare”.


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