Rifiuti. Il problema non sono le tasse, sono le persone

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Ambiente, Società



Benvenuti sulle Murge, benvenuti a Martina Franca. Un’ampio spazio lungo la vecchia strada per Taranto è diventato il luogo di ritrovo di copertoni abbandonati, inerti e divani, e ogni tipo di rifiuto. A memoria, non si ricorda una discarica abusiva così a vista e così grande. Uno schifo, uno schiaffo non solo all’ambiente, ma allo stesso genere umano.

I rifiuti sono lì, sono lì da mesi, sono lì da anni. Possibile che nessuno se ne sia accorto prima, possibile che nessuno abbia segnalato, possibile che l’azienda che gestisce la raccolta non si sia presa la briga di fare un sopralluogo nel territorio?

Per ammirare il capolavoro umano, basta imboccare la via vecchia per Taranto, subito dopo il semaforo di San Paolo, scoprire come sia spettacolare inoltrarsi nei boschi dell’Orimini e quindi ammirare, a destra, la discarica.

Secondo il capitolato d’appalto (che potete leggere qui), l’azienda ha l’obbligo di occuparsi delle discariche abusive se segnalate dall’Amministrazione, in questo o il Comune o l’ufficio d’Ambito (e comunque sempre dall’UTC comunale). Non ci risulta, al momento, nessuna segnalazione, se non questo articolo.

In questo periodo di campagna elettorale si parla di Tari, dei costi della gestione dei rifiuti. Spesso il discorso si riduce a quanto si paga e non a perché si paga. Uno dei costi maggiori è rappresentato dallo smaltimento in discarica, calcolato per tonnellata. Ogni conferimento ha un costo e ogni conferimento avviene quando gettiamo l’indifferenziato, oppure è il risultato di alcune bonifiche ambientali, come quella che servirebbe nel caso qualcuno decida di pulire lo scempio. Se si paga di più, innanzitutto è responsabilità di chi non fa la raccolta differenziata, di chi preferisce andare di notte a scaricare un divano, piuttosto che chiamare il ritiro ingombranti.

Questo articolo è dedicato a coloro la cui stupidità non ha confini conosciuti.


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