Amministrative 2017. Lasorsa: “Niente di nuovo dalle note di De Napoli. La strada per far chiarezza è il TAR, ma bisogna percorrerla”

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Cosa sia realmente accaduto nella notte dello scrutino tra l’11 e il 12 giugno è ancora tutto da chiarire. Sono molte le ombre che, a conclusione della tornata elettorale, hanno oscurato la riconferma di Franco Ancona a sindaco di Martina Franca. Si sperava che l’inizio dei lavori del nuovo consiglio comunale potesse, in qualche modo, rasserenare tutti i gruppi consiliari uniti verso l’unico obiettivo: amministrare una città di quasi 50 mila abitanti dopo un anno di commissariamento. Invece le due conferenze stampa, indette in fretta e furia poche ore prima del consiglio comunale da Pino Pulito e Eligio Pizzigallo, hanno riacceso le polemiche.

L’opposizione, seppur in maniera molto diversa, continua a chiedere giustizia e chiarezza sull’elezione di Franco Ancona. Ma mentre Pizzigallo, rinsavito dopo spiacevoli sfoghi sui social, ha accettato la sconfitta e preso per mano l’opposizione diventandone leader Pino Pulito, che in conferenza stampa ha dichiarato di non riconoscere Franco Ancona come il sindaco di Martina legittimamente eletto dal voto popolare, ha disertato il primo consiglio comunale chiedendo, e pretendendo, dalle istituzioni un po’ di chiarezza.

Nelle ormai famose note del presidente De Napoli (che potete leggere qui), si legge chiaramente che ci sono incongruenze tra voti validi ai candidati sindaci e gli stessi votanti di una sezione, dove non combacerebbero i totali. Ma vi è riportato anche, in entrambe le note, che tali errori evidenziati non sono “rettificabili da parte di questo ufficio (l’ufficio elettorale centrale ndr) ma solo previa apertura delle schede dei voti validi“. Cosa che può avvenire solo facendo ricorso al TAR.

Ricorso che (nel momento in cui scriviamo questo articolo) non è stato ancora ufficialmente presentato dalla coalizione di Pino Pulito.

L’avvocato Pasquale Lasorsa, riconfermato come assessore nella nuova giunta di Franco Ancona, raggiunto telefonicamente, sostiene che le due note a margine del verbale della commissione centrale non dicono niente di nuovo: “Sono cose che in realtà conoscevamo già, si sapeva che in due sezione, una in particolare, c’era un errore non emendabile attraverso l’accesso alle tabelle di scrutinio (perchè vi erano degli errori anche lì ndr) e che comunque non riguardava i voti ai candidati sindaco. In realtà già come si disse nell’ufficio elettorale centrale qualche settimana fa, quando fu evidenziata questa situazione, solo un riconteggio delle schede attraverso il ricorso al TAR potrebbe fare chiarezza.  La strada da intraprendere è chiara, ed era chiara già da allora, va solo percorsa“.

In sintesi, le irregolarità o gli errori di compilazione sono rettificabili soltanto attraverso la riapertura delle schede, ma previa presentazione del ricorso al TAR. Se non viene presentato il ricorso non si possono aprire le schede con i voti, non si può effettuare il riconteggio e, di conseguenza, avere alcuna risposta definitiva.

Anche io ho fatto ricorso la volta scorsa – continua Pasquale Lasorsa – c’era la possibilità di prendere un terzo seggio con IDV e quindi far entrare in consiglio comunale Martino Carriero. Non c’è niente di scandaloso nel presentare un ricorso, però bisogna presentarlo se si pretende giustizia“.

Non riconoscere Franco Ancona come sindaco legittimamente eletto – conclude Lasorsa – è irrispettoso nei confronti della Democrazia e dell’ordinamento costituito. Ognuno ha il diritto di esigere giustizia e controlli nelle sedi opportune, intanto però riconosci l’autorità, non per riverenza, ma per legittimare il sistema democratico, altrimenti diventa tutto difficile“.

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