Rigenerazione urbana. 3 milioni e mezzo dalla Regione. Vietati i nuovi palazzi

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Politica


Tre milioni e mezzo, massimo, dalla Regione, per il programma di Rigenerazione Urbana, ma non si potrà costruire nulla di nuovo, solo recuperare quello che già c’è, al fine di asservirlo a ragioni sociali. Si potrà intervenire per rimettere a nuovo edifici vecchi, per ospitare associazioni, si potrà intervenire sugli immobili confiscati alla mafia, si potranno fare lavori di efficientamento energetico, ma non si potrà mettere un mattone che sia uno di nuovo. E soprattutto, si dovrà tornare in città, perchè la Strategia che il bando richiede, deve essere frutto di una concertazione partecipata. Questi in sintesi estrema i contenuti diffusi oggi in Sala Consigliare, durante l’incontro organizzato dall’Amministrazione.

Un passo di lato, diciamo, rispetto al lavoro fatto negli ultimi anni dall’amministrazione Ancona, perché nonostante il DPRU sia stato approvato dal Consiglio Comunale e sia stato fatto un bando pubblico, serve rimettersi in discussione, ritornare alla città. Questa potrebbe essere considerata la seconda occasione rispetto alle riunioni fiume fatte in Sala Consiliare, che solo gli inesperti o i frettolosi potevano scambiare per “partecipazione”. I milioni della rigenerazione urbana, l’occasione di dare alla città spazi sostenibili e sociali, intervenire sui costi degli immobili, offrendo alle categorie più deboli l’opportunità di avere una casa, deve essere considerata la seconda possibilità per dotarsi di strumenti di partecipazione reali, moderni, efficaci. Senza necessariamente scomodare la Marianella Sclavi di turno, sicuramente si potrebbe costruire un modello di partecipazione che sia utile e efficace, mettendo da perte forum, riunioni e dirette streaming.


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