Incendio all’orto sociale. E se fosse semplice speculazione edilizia?

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Cronaca


Venerdì l’orto sociale in via Provvidenza ha preso fuoco. Solerti come non mai, i militanti di Noi con Salvini (una sparuta pattuglia, a giudicare dal risultato elettorale) denunciano alla stampa (link) l’incuria, soprattutto dopo che questo orto era stato affidato ad un’associazione che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Secondo quanto segnalato, l’incendio sarebbe dovuto all’incuria. Tradotto: ecco che significa affidare qualcosa di nostro agli immigrati. L’associazione Salam, a cui l’orto, in collaborazione con altre, era stato affidato (qui l’articolo dell’inaugurazione a cui parteciparono tantissime persone) ha prontamente risposto che è ormai un anno che quel pezzo di terra è abbandonato, perchè nessuno ha rinnovato l’affidamento. Ergo, i salviniani martinesi hanno fatto parlato troppo presto.

Sappiamo bene che gli incendi non sono mai spontanei, ci vuole la mano dell’uomo, e il luogo in cui è accaduto non è certo di passaggio, ma bisogna andarci apposta. L’incendio, supponiamo, è stato appiccato da qualcuno con un’intenzione ben precisa. Magari per dare un segnale, per evidenziare che quel terreno, per un po’ di tempo affidato ad un progetto di inclusione sociale, è tempo che vada a mercato, che diventi edificabile, un bell’affaccio in Valle d’Itria. Ci auguriamo che i militanti del movimento leghista non siano stati semplicemente un pedina inconsapevole nel solito giochino molto poco poetico della speculazione edilizia. Siamo certi che agli inquirenti che seguono il caso, basterà visionare le videocamere sparse nella zona, per sapere come è accaduto, che l’autocombustione è certo che non esiste.

(Fonte foto: noinotizie.it)


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