Quanti reati e chi li commette. I dati della Polizia di Martina Franca

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Cronaca


Da gennaio 2016 ad agosto 2017, i poliziotti del commissariato di Martina Franca hanno arrestato ventuno persone e denunciato in stato di libertà 157 persone. Questi dati (di cui sotto un’infografica esplicativa), forniti in esclusiva alla nostra redazione, possono essere letti da diverse prospettive, ma tutte non esaustive di un discorso complesso sulla vivibilità di Martina che non può esaurirsi con il numero delle persone arrestate o denunciate. Eppure l’utilizzo urgente di questi dati riguarda il tentativo di offrire uno spaccato della situazione, una fotografia (non una panoramica, mancando i dati delle altre forze di polizia) al momento degli ultimi 20 mesi. Secondo i dati fornitici, ad esempio, il tasso di denuncia nei confronti di cittadini stranieri è molto più basso rispetto alla media italiana. Se questa si aggira intorno al 31% (fonte: Repubblica – Dossier Statistico Immigrazione Idos), a Martina Franca si supera di poco l’8%. E così gli arrestati: in venti mesi la Polizia ha arrestato 24 persone, di cui tre stranieri.

Quali reati commettono i cittadini stranieri a Martina Franca? Secondo l’elenco dei dieci reati più denunciati fornitici dal Commissariato di PS, al primo posto ci sono i furti con destrezza, quindi ricettazione e rapina. “Lo strumento statistico non basta per tratteggiare i contorni del contesto sociale del territorio” commenta Francesco Salmeri, vicequestore aggiunto che guida il commissariato di Martina Franca da novembre 2013, “La Polizia elabora il dato statistico integrandolo con altri strumenti di lavoro, connessi anche all’attività di prevenzione e controllo del territorio, o dall’intelligence. Per quanto attiene il territorio martinese, il dato statistico correlato al modello analitico integrato di cui si è fatto cenno, di certo si presta ben poco a funambolismi interpretativi in tal senso, sia per il rapporto strettamente numerico e di proporzioni tra reati commessi da stranieri e non stranieri, sia per la tipologia di reato che per questo dato strettamente si relaziona”.

Evidentemente, quindi, la percezione di maggior delinquenza da parte dei cittadini stranieri può essere spiegata appunto solo come percezione, derivata da una maggiore attenzione nei confronti del diverso o meglio di una maggiore evidenza di corpi “estranei”. Inoltre l’attenzione quasi morbosa nei confronti di come si comportano gli stranieri è anche segnale che un pezzo di società sta individuando il capro espiatore in una categoria molto debole, denotando quindi una certa vigliaccheria di fondo e questo deve far riflettere tantissimo non solo i singoli cittadini ma più in generale le istituzioni, anche quelle religiose e educative, che hanno l’obbligo di spegnere i focolai di intolleranza e raccontare, magari con i numeri veri, quello che succede nel nostro territorio, proprio come ha fatto con massima trasparenza il commissariato locale di Pubblica Sicurezza.


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