Raccolta differenziata in via della Resistenza. Si sapeva da aprile. Ma Zac dov’è?

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Politica, Società


In via della Resistenza c’è un solo civico ma sei scale e due gruppi di villette. Secondo quanto ci riferisce l’amministratore generale del complesso, Francesco Di Michele, ogni scala ha il proprio amministratore. Fatta questa premessa, possiamo tornare ad occuparci di raccolta differenziata. Di Michele ci racconta che sia l’azienda Monteco che l’amministrazione comunale erano a conoscenza del problema già da aprile, quando è stato fatto il primo sopralluogo. Ma quale problema? Secondo il racconto di tutti, i mezzi di Monteco non possono fare la salita di ingresso al complesso perchè avrebbero problemi col cassone, che toccherebbe a terra. Ad aprile il primo sopralluogo, a cui hanno partecipato sia alcuni di Monteco che i rappresentanti del Comune. Non solo, ma all’interno di una proprietà privata l’azienda può accedere solo con il permesso. Il problema c’è e si deve risolvere. Come?

Boh.

Di Michele ci racconta che fino a lunedì scorso, all’inizio di ottobre praticamente, non accade nulla. Poi il nuovo sopralluogo con Monteco, funzionari comunali e vicesindaco Coletta. Effettivamente il problema c’è e non c’è soluzione alcuna, perché davanti ai garage non si può, ma all’interno del complesso sì. Ma i mezzi preposti non possono salire. Forse si apre un varco dall’altra parte, oppure tutti con i propri mastelli. Silenzio quindi fino a ieri, quando i cittadini hanno inscenato una protesta simbolica, ma nemmeno tanto.

L’azienda, tramite l’ufficio stampa che è stato interpellato perché fornisse la propria versione dei fatti, sostiene di non saperne nulla. Coletta, che è intervenuto sulla nostra fanpage per commentare l’articolo precedente, punta il dito contro chi si sarebbe ricordato tardi: “anziché ricordarsi del problema il giorno prima della eliminazione dei cassonetti, perché non ci si è pensato su da marzo ad oggi (8mesi)?

Ok, ma chi ha fatto tardi? I cittadini che dovevano preoccuparsi di sollecitare il Comune e l’azienda? L’azienda che doveva pensare ad una alternativa? Il Comune che doveva conoscere la situazione?

Una possibile soluzione però la offre lo stesso Piano dei servizi di Igiene Urbana del Comune di Martina Franca, dove ci accorgiamo che a pagina 25 si parla di un sistema per impilare i bidoncini che si chiama Zac. Potrebbe essere questa la soluzione temporanea?


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