Demolizione Chiesa della Torre. Interviene il Comune, ma troppo tardi

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Cultura, Società


Il sindaco Ancona, con una nota inviata alla stampa ieri pomeriggio, ha fatto sapere la sua in merito alla demolizione della Chiesa della Torre, così chiamata dai martinesi. “In relazione alla questione relativa alla demolizione della chiesetta privata presumibilmente degli anni 20, prospiciente via Taranto (S.S. 172 km 54,100) angolo Strada Foggevo, è doveroso fare alcune precisazioni. Lo scorso agosto la Polizia Locale ha redatto, a seguito di sopralluogo, una relazione in cui emergevano le condizioni di precarietà dell’immobile con pericolo concreto di un cedimento strutturale della parte superiore. Con apposita ordinanza (n.10 del 29 settembre 2017), il Sindaco, Franco Ancona, ha intimato i proprietari a mettere in sicurezza la chiesetta diroccata, al fine di garantire la pubblica incolumità e la sicurezza urbana, e a provvedere al suo recupero.  Il bene è situato in un’area paesaggisticamente vincolata per cui l’eventuale demolizione è del tutto arbitraria e andava comunque autorizzata da parte degli uffici competenti. Per questo, saranno adottati dagli organi preposti i provvedimenti consequenziali“.

Con queste parole Palazzo Ducale ci comunica essenzialmente due cose. La prima è che la chiesetta era privata, cioè apparteneva a privati cittadini; la seconda cosa è che comunque si interverrà per verificare, sanzionare, punire. Eppure la demolizione della chiesetta, che come ci dicono è arrivata dopo l’ordinanza di fine settembre dello stesso sindaco che imponeva una messa in sicurezza, non è avvenuta in un minuto. Nemmeno in un giorno. I lavori di demolizione sono iniziati già da lunedì, anche se solo giovedì è avvenuto il vero e proprio abbattimento, come dimostrato dal video pubblicato da noi:

Nel momento in cui giriamo il video un operaio nei pressi del cantiere ci ha riferito che i lavori “sono stati autorizzati dalla Provincia” e poi più nulla.

L’interesse nei confronti della chiesetta si era acuito ad agosto, un mese prima dell’ordinanza, quando su un gruppo facebook locale era stata pubblicata una foto e una richiesta di informazioni. Poi nulla. Come sempre, ci si accorge di qualcosa quando la si perde per sempre e per questo la nota del sindaco ci sembra davvero tardiva, anche se siamo certi che nonostante tra qualche giorno non si parlerà più di questa vicenda sarà cura di Palazzo Ducale informare la città in merito alla richiesta di chiarimenti.

Certamente però è necessario valutare le cose in maniera storica e scientifica, e distinguere il danno storico da quello amministrativo. Quella chiesetta, nonostante appartenesse alla nostra memoria e alla memoria di Martina Franca da quasi cento anni, magari non aveva nessun valore, magari è solo qualcosa in più di una icona votiva dedicata a Padre Pio costruita in una qualunque delle nostre campagne e per questo il patrimonio storico locale non sarà stato granché danneggiato. Ma il suo abbattimento, avvenuto sotto i nostri occhi, sotto gli occhi dell’amministrazione e dei Vigili Urbani, sotto gli occhi di chi deve conoscere, controllare, governare, lungo la strada più trafficata della città, in qualche maniera ha ferito la città che ha sbattuto il muso contro la possibilità che quello che pensiamo sia scontato, in realtà non lo è.


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