Depuratore di Martina Franca. Massafra: “Palmisano tratta la questione con esasperante leggerezza”

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Ambiente, Politica


L’intervista all’assessore Palmisano sul depuratore di Martina Franca ha lasciato di stucco molti. In particolare Isa Massafra, coordinatrice della Camera del Lavoro della CGIL di Martina Franca, che da anni segue in prima persona l’evoluzione di una vicenda che mette a rischio la Valle d’Itria da diversi aspetti. Ha commentato così, sul suo profilo Facebook le parole di Palmisano: “L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Martina Franca affronta con particolare leggerezza la grave situazione che si sta creando nella Valle d’Itria con la costruzione delle trincee drenanti a nord, ai confini con Locorotondo in contrada Pastore e l’ampliamento e l’adeguamento del Depuratore, in contrada Cupa, che devono essere messi nelle condizioni di ricevere, depurare e smaltire una quantità di acque reflue, che va ben aldilà dei 10mila metri cubi al giorno. Sia per le trincee, sia per l’ampliamento del depuratore, strutture altamente impattanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico, oltre che da quello sanitario, sono state accuratamente evitate la VIA (valutazione di impatto ambientale), la VDS (valutazione del danno sanitario), la VAS (Valutazione ambientale strategico) procedure essenziali per valutare in modo approfondito la qualità dell’opera pubblica, che invaderà la Valle, un microcosmo ambientale delicatissimo, per il quale sono state previste diverse e rilevanti forme di tutela e salvaguardia”.

Inoltre commenta anche le affermazioni riguardo le quali non servirebbe una Valutazione di Impatto Ambientale, salutato come successo da Palazzo Ducale: “Confondere le competenze di una Conferenza di servizi con le suddette procedure di sofisticate indagini e valutazioni lascia sbigottiti, soprattutto quando a sostenere tali tesi siano uomini che rappresentano i cittadini nelle pubbliche amministrazioni. Ed é altrettanto fastidioso sentir parlare con esasperante leggerezza di problemi così complessi come l’attivazione di processi di riuso delle acque reflue in settori economici quali l’agricoltura ecc. al solo scopo di spostare l’attenzione dei cittadini da un argomento di così grande importanza per lo sviluppo economico della città; agricoltura, turismo, artigianato e servizi saranno messi a dura prova nei prossimi anni. Spero che l’attenzione della città e dell’intero Comprensorio della Valle d’Itria si rafforzi e pretenda un atteggiamento più consapevole da parte delle Autorità Pubbliche siano esse di rappresentanza siano esse burocratiche. Inoltre se l’assessore vuole occuparsi del riuso delle acque reflue farebbe bene a rovistare tra le carte del suo assessorato perché troverebbe già un progetto predisposto per la realizzazione della rete di distribuzione evitando di spendere inutilmente soldi della Pubblica Amministrazione“.

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