Premio Generosità al Cav Martina Franca. Tra i premiati anche Luciano Violante

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Cultura


Dopo il verbo “amare” il verbo “aiutare” è il più bello del mondo.

Tanta emozione, una serata dedicata a chi opera attivamente e giorno per giorno per aiutare i più deboli, la manifestazione si è svolta presso il salone del CAV di Martina Franca in occasione della consegna del “Premio Generosità” il quale viene dedicato a persone segnalate dalle associazioni aderenti appunto al CAV (Coordinamento Associazioni di Volontariato), persone che durante l’anno si sono mostrate meritevoli per aver fatto un’azione concreta di particolare generosità, dalla donazione alla messa a disposizione di competenze, tempo ed energie; di rimando le associazioni promuovono svariate azioni di sostegno alle fasce più deboli dell’intera cittadinanza.

Tale premio/riconoscimento ha un valore altamente simbolico: consiste in una targa realizzata con materiale povero, un pezzo di legno su cui è apposta una tela fissata con quattro chiodi. Ogni targa è registrata e, oltre a riportare il nome della “Persona Generosa”, è anche numerata “affinché non si perda la memoria, mai, delle persone che hanno aiutato ad aiutare”.

Ospite d’onore della serata è stato l’onorevole Luciano Violante già presidente della Commissione parlamentare antimafia (1992-1994) e della Camera dei deputati (1996-2001). Una bella persona, amante della nostra terra, della Puglia e in particolare di Martina dove dice di sentirsi a casa, qui si respira un’aria diversa, il calore e l’accoglienza dei martinesi fa venir voglia di ritornarci più volte l’anno. L’onorevole ha sottolineato più volte che egli stesso è riconoscente alla nostra città, Martina infatti più volte si è distinta per quanto riguarda l’attenzione ai poveri e l’accoglienza degli extracomunitari attraverso i gruppi Caritas, le parrocchie e l’impegno in sinergico tra le associazioni e chi ha bisogno di assistenza.

Sulla targa in bella mostra il simbolo del Casa del Volontariato: una lumaca scolpita e realizzata dall’artista Letizia Battaglia. Il guscio rappresenta una casa che, oltre ad avere un valore in sé, è vitale perché è “abitata” da tante associazioni di volontariato, una casa di fondamentale importanza perché accoglie energie e azioni utili per l’intera collettività: da qui il motto “Insieme per Agire”.
Come la lumaca trasporta il suo guscio noi trasportiamo le nostre esperienze, lei piano piano e con gli occhietti sempre vispi lascia un segno del suo passaggio: la sua preziosa bava e noi…attraverso le nostre buone opere.

Un altro importante riconoscimento è stato la consegna dell’Attestato d’onore alla signora Palmina Biancofiore la quale da diversi anni accoglie in casa propria ragazzi stranieri insegnando loro la lingua italiana spendendosi amorevolmente e in modo del tutto gratuito, presenti alla serata due fratelli e una ragazza adottata dalla stessa Biancofiore i quali le hanno fatto dono di alcuni bouchet, anche l’assessore Tiziana Schiavone ha voluto ringraziare la signora Mina sottolineandone l’impegno costante se pur silenzioso oltre che la preziosa disponibilità indispensabile per l’integrazione di questi giovani nel nostro paese.

Presenti tutti i presidenti delle Associazioni, tra gli intervenuti il sindaco Franco Ancona, gli assessori Antonio Scialpi e Annunziata Schiavone e le più alte cariche istituzionali e militari, polizia, carabinieri e aeronautica militare. Il presidente Gianni Genco ha ricordato l’importanza che riveste il premio generosità nell’aiutare in modo concreto chiunque bussi alla porta del CAV, gente straniera, spesso senza documenti ma gente che ha veramente bisogno di un aiuto. Gianni Genco ha ripetuto quello che suo padre gli diceva spesso…”Quando qualcuno ti chiede un aiuto, un pezzo di pane, un bicchiere di acqua o altro, se puoi devi darglielo subito…domani potrebbe essere troppo tardi. La fame, la povertà, la solitudine…sono presenti ancora oggi, indispensabile è l’operato dei volontari e bellissima l’idea di accomunare tutte le associazioni in un’unica grande realtà.

Lucia Aquaro ha condotto egregiamente la serata con brio e competenza, intervalli musicali sono stati eseguiti dal tenore Gianni Nasti e da me (Egidio Cofano) al pianoforte.

Una bella occasione per incontrarci, confrontarci e conoscere i volontari e tutti quelli che in un modo o nell’altro sono pronti a dare una mano a chi è triste, solo o in difficoltà.

Quindi un uomo ricco chiese: Parlaci del Donare.
Ed egli rispose:

  • Donerete ben poco se donerete i vostri beni.
    È quando fate dono di voi stessi che donate veramente.
    Che altro sono i vostri beni se non cose possedute e custodite per timore di averne bisogno domani?
    E domani, che porterà il domani al cane troppo previdente, che seppellisce l’osso sotto la sabbia che non lascia tracce, mentre segue i pellegrini verso la città santa?
    E che cos’è il timore del bisogno se non lo stesso bisogno?
    E il terrore della sete quando è colmo il vostro pozzo non è una sete inestinguibile?
    C’è chi dà poco del molto che possiede e lo dona per ricevere gratitudine, e il loro desiderio nascosto rende il dono corrotto.
    E vi son quelli che hanno poco e lo danno per intero.
    Costoro credono alla vita e alla sua munificenza e il loro scrigno non sarà mai vuoto.
    Vi è chi dona con gioia, e la gioia è la sua ricompensa.
    E vi è chi dona con pena, e la pena è il suo battesimo.
    E vi è infine chi dona senza pena, e non cerca gioia né si cura della virtù;
    È come il mirto, laggiù nella valle, che sparge nell’aria il suo profumo.
    Dio parla attraverso le mani di costoro e dietro i loro occhi Egli sorride alla terra.
    È bene dare se ci viene chiesto, ma è meglio dare non richiesti, per averlo capito;
    Cercare chi ha bisogno è gioia più grande al generoso che lo stesso donare.
    Che cosa vorreste trattenere?
    Tutto quello che avete un giorno sarà dato;
    Perciò donate ora, perché sia vostro il tempo del donare e non dei vostri eredi.
  • Spesso dite: Vorrei dare, ma solo a chi lo merita.
    Le piante del vostro frutteto non dicono questo, né il gregge del vostro pascolo.
    Essi danno per poter vivere; se trattenessero morrebbero.
    Chi è degno di ricevere i suoi giorni e le sue notti è certamente degno di ricevere tutto il resto da voi.
    E chi è degno di bere al mare della vita è degno di riempire la sua tazza al vostro ruscello.
    E quale deserto sarà più vasto di quello che si stende nella fiducia e nel coraggio, anzi la carità, del ricevere?
    Chi siete voi perché altri uomini debbano aprirvi il loro petto e togliere i veli al loro orgoglio, perché possiate guardare il loro merito nudo e il loro orgoglio svergognato?
    Badate prima che voi stessi siate degni d’essere donatori, e strumenti del donare.
    Ché in verità è la vita che dona alla vita, mentre voi, che vi credete donatori, non siete che testimoni.
  • E voi che ricevete – e tutti ricevete – non vi addossate un carico di gratitudine, se non volete un giogo su di voi e su colui che vi ha donato.
    Piuttosto sollevatevi con lui, e siano ali i suoi doni;
    Perché se il vostro debito vi pesa troppo, mettete in dubbio il suo disinteresse a cui è madre la terra generosa e padre Dio.
  • (Il Profeta – Khalil Gibran)

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