Concussione e appalti. Chiesti 4 anni per Leonardo Conserva, Giovanni Simeone e Lino Nessa

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Politica


La Procura Generale, a cui si sono associati i difensori delle parti civili ha chiesto di condannare Leonardo Conserva e Giovanni Simeone a 4 anni e 6 mesi di reclusione e Lino Nessa a 4 anni. La sentenza sarà emessa il 9 marzo prossimo dalla Corte d’Appello. La sentenza di primo grado aveva visto la prescrizione per Eligio Mutinati, Martino Carbotti, Evasio Montanaro, di Giovanni Simeone e per l’ex sindaco Leonardo Conserva. Ma la sentenza è stata impugnata dall’allora sostituto procuratore Pina Montanaro. Come riporta la Gazzetta: «dopo aver esattamente e compiutamente ricostruito la vicenda al suo esame, sotto il profilo storico ma anche tecnico-amministrativo, ha errato nella qualificazione giuridica delle condotte ascritte agli imputati. Ciò sulla base dell’errata convinzione che le parti offese non si fossero trovate in uno stati di costrizione assoluta ma avessero una scelta alternativa tanto da potersi sottrarre alla pretesa concussoria degli imputati».

La vicenda risale al 2003: l’Itacasa srl chiede una concessione edilizia per poter costruire, precisamente in via Taranto 57.  Si trattava di una maxilottizzazione, appartamenti ma anche locali commerciali. Nessa, secondo il giudice del Tribunale di Taranto, si sarebbe prodigato nel accorciare i tempi per la concessione, previo pagamento di una tangente di 100.000 euro. Per questa vicenda il gip Ciro Fiore chiese la custodia cautelare per Nessa, all’epoca senatore, e per questo si dovette pronunciare la Giunta delle Elezioni e dell’Immunità parlamentare, nei cui documenti è possibile conoscere i particolari della vicenda.


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