Alla ricerca di microrganismi “marziani” nella Cordigliera del Sale. Nel gruppo di ricerca anche un martinese

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Si chiama “Reading the Salt Caves of Atacama” la spedizione partita lo scorso 8 marzo alla scoperta della Cordillera de la Sal, nel deserto cileno.  Il Gruppo di ricerca internazionale guidato dal prof.  Jo De Waele dell’Università di Bologna è composto da una ventina di speleologi tra i quali anche il geologo martinese Claudio Pastore già membro  del Gruppo speleologico Martinese che vanta,  nonostante la giovane età, numerose spedizioni esplorative.  Infatti, dopo essere stato l’anno scorso capo spedizione “Shtares 2017” in Albania, De Waele lo ha voluto fortemente con se in questa avventura.

Il progetto di ricerca cileno, interamente finanziato dalla National Geographic Society e  portato avanti da La Venta Esplorazioni Geografiche, che da 25 anni svolge esplorazioni in tutto il mondo,  ha come obiettivo quello di studiare una delle più importanti aree carsiche saline del pianeta.  Gli speleo infatti, in questi giorni stanno visitando grotte scavate nel sale mai esplorate prima, con l’obiettivo di individuare microrganismi in grado di sopravvivere in ambienti ostili, molto simili a quelli che si possono trovare sulla superficie di Marte.

La Cordigliera del Sale è un’area famosa per i suoi paesaggi spettacolari: le formazioni rocciose e le distese di sale della Valle della Luna e della Valle di Marte (chiamata anche Valle della Morte) richiamano scenari alieni, tanto che la NASA ha individuato in questa regione arida e calda forti similitudini con alcune zone del pianeta rosso.

Gli speleo in questa spedizione utilizzeranno – fa sapere li dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Bologna – “tecniche di ricerca innovativa per studiare la morfologia di queste cavità uniche al mondo. Grazie alla collaborazione con la VIGEA – Virtual Geographic Agency (Reggio Emilia) saranno realizzate infatti fotogrammetrie in 3D delle grotte con droni e laser scanner ad alta definizione. Gli studiosi preleveranno inoltre materiali da analizzare, alla ricerca di nuovi minerali e di forme di vita microbiologiche finora sconosciute. I campioni saranno analizzati con tecniche di Next Generation Sequencing e di microscopia avanzata (FESEM, 3D Tomography TEM, Cryo-SEM, CLSM) per studiarne la morfologia e la loro interazione con il substrato”.

Il rientro dei venti studiosi è previsto per la fine le mese.


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