Piano triennale delle opere pubbliche. Visione Comune: Sarà un libro dei sogni, ma l’opposizione sa solo dividersi

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Politica


Il Consiglio comunale ha approvato il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Claudio Cavaliere, segretario del movimento Visione Comune, commenta così il risultato:

Libro dei Sogni: così è stato etichettato il documento di Programmazione triennale 2018 – 2020 dei Lavori Pubblici, da taluni Consiglieri nella Seduta del Consiglio Comunale del 19 marzo scorso.

Ma, proprio perché rappresenta un Libro dei Sogni, quel documento è stato fortemente condiviso dal nostro Movimento nella sua genesi, nonché criticamente e costruttivamente supportato nella sua fase di definizione. Abbiamo persino la “presunzione” di aver contribuito ad un suo miglioramento. Non perché siamo particolarmente bravi, ma semplicemente perché una maggioranza che si pone obiettivi unificanti rappresenta un valore maggiore della somma dei suoi componenti.

E proprio perché rappresenta un Libro dei Sogni, quel documento è stato votato con convinzione dai Consiglieri Comunali di Visione Comune, Paolo Vinci, Anna Lasorte e Maria Marangi.

Quei sogni, che taluno sbeffeggia, rappresentano una delle proposte politiche che questa Amministrazione Comunale ha tradotto in documenti di programmazione. Rappresentano la VISIONE di una città bella, accogliente e moderna. Sogni che, attraverso una Visione Comune del futuro, sapremo realizzare.

Persino la componente di minoranza del Consiglio Comunale ha saputo opporre solo cavilli formali ed enunciazioni di principio. Sino a “spaccarsi” tra chi, dando priorità all’interesse pubblico, ha saputo cogliere gli aspetti innovativi e coraggiosi della proposta e chi, rimanendo ancorato ad una logica di sterile e comoda contrapposizione a prescindere, ha inteso privilegiare i piccoli interessi di parte rispetto al bene comune.

A questo punto, proiettiamoci con vigore ed entusiasmo verso l’attuazione concreta di quel libro dei sogni, impegnandoci nel contempo, però, a ripristinare rapidamente quei livelli ordinari di vivibilità della città che, in oltre un anno di Amministrazione Commissariale, sono stati seriamente compromessi.


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