Il TAR respinge il ricorso di Pulito. Termina la famigerata vicenda della Sezione 9

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La Prima Sezione del TAR di Lecce ha rigettato il ricorso di Pino Pulito in merito alle scorse elezioni amministrative. La sentenza arriva ora, dopo che l’udienza era stata celebrata ieri. Dall’estate scorsa l’esito di questo ricorso aveva tenuto con il fiato sospeso sia l’amministrazione Ancona bis che una parte dell’opposizione. Forza Italia e il Movimento Pulito non sono entrati in Consiglio perchè non riconoscevano l’esito del voto. Il TAR di Lecce ha invece sancito che l’esito del voto è “genuino” e ha respinto il ricorso, sancendo anche la genuinità delle procedure di voto. La parola “fine” forse si può scrivere in una vicenda che ha dimostrato come l’incompetenza in alcuni ruoli chiave, come la presidenza di un seggio elettorale, può determinare il destino di una città intera. Le schede erano state ricontate dalla Prefettura e sul merito del riconteggio si è espresso il TAR leccese.

Ecco cosa è scritto nel dispositivo (che si può leggere qui):

Orbene, all’esito della disposta verificazione – i cui risultati non costituiscono oggetto di contestazione – il distacco tra il ricorrente Pulito e il candidato Ancona (che ha avuto accesso al ballottaggio) è aumentato, passando da 23 a 33 voti. Ciò rende non necessario – a tacere della natura meramente esplorativa della relativa istanza –procedere al riconteggio delle schede votate nella sezione n. 40, richiesto dal ricorrente, atteso che i 26 voti reclamati in tale ultima Sezione non sarebbero comunque idoneo a sovvertire il risultato elettorale, che registrerebbe comunque uno scarto di 7 voti (33 – 26) in favore del candidato Ancona. In particolare, va respinta la deduzione di parte ricorrente, secondo cui non potrebbe tenersi conto del nuovo scarto verificatosi all’esito della disposta verificazione, stante l’assenza di ricorso incidentale da parte del controinteressato Ancona. Sul punto, è sufficiente osservare, sotto un primo profilo, che il riconteggio delle schede delle Sezioni nn. 9, 13 e 39 è stato disposto da questo giudice, nell’ambito degli ampi poteri istruttori ad esso conferiti, conseguenti ad una giurisdizione estesa al merito. In secondo luogo, non si tratta in questa sede di correggere il risultato elettorale in favore del candidato Ancona, mediante attribuzione in suo favore di un numero di voti maggiore di quello assegnatogli dall’Ufficio Elettorale. Operazione, quest’ultima, per la quale sarebbe stata necessaria la proposizione di ricorso incidentale. Piuttosto, il riconteggio delle schede è funzionale unicamente alla verifica della fondatezza dell’assunto di parte ricorrente, relativo alla mancata attribuzione di n. 40 voti validi. E sul punto, la relativa verifica non solo ha fornito risultati negativi – la qual cosa già di per sé implica il rigetto delle relative censure – ma ha altresì messo in luce un maggiore scarto tra il secondo e il terzo candidato, idoneo a rafforzare l’infondatezza delle dedotte censure. Per tali ragioni, è evidente, da un lato, la non necessità di proposizione di alcun ricorso incidentale, e sotto altro profilo, l’infondatezza delle censure articolate dal ricorrente”.

Il ricorso aveva tenuto col fiato sospeso non solo il centrodestra martinese, ma anche buona parte della maggioranza di centrosinistra, che di fatto fino ad oggi non sembrava aver spinto troppo sull’acceleratore, sia in termini di proposta politica che di proposta amministrativa. La famigerata vicenda della Sezione 9 può dirsi conclusa, a meno chè non si decida di ricorrere al Consiglio di Stato.

 


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