La Madonna vuole una nuova chiesa a Martina Franca. Parola di Nicola Castellana

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Se qualcuno avesse dei dubbi sulla devozione di Nicola Castellana si potrebbe ricredere solo guardandolo negli occhi, febbricitanti per l’emozione di poter raccontare il momento della sua conversione e tutto quello che ne è conseguito.

Andiamo per ordine. Vi sarà capitato di vedere da qualche anno a questa parte affissi in città alcuni manifesti celesti con un’immagine che rappresenta la Madonna e una preghiera. Molti non ci hanno fatto caso, a tanti sono piaciuti, al sottoscritto hanno sempre destato curiosità. Chi potrebbe mai spendere denaro per un gesto del genere? Ma soprattutto, a che pro? È presto detto: Nicola Castellana, imprenditore settantenne, nel ramo dell’edilizia da sempre. A noi racconta che un giorno tornando da una fiera da Bologna, mentre era in macchina con suo figlio, decide di fermarsi a Loreto. “Prima non frequentavo troppo le chiese, ma decisi di andare a messa. Al ritorno successe qualcosa che non so spiegare. Come se la Madonna mi avesse parlato, non a parole, ma nella mente. Mi disse: «Gira la casa e fammi la chiesa». Non riesco a spiegarlo”. Nicola Castellana racconta di aver chiesto poi ai figli cosa fare, e questi gli risposero, secondo il suo racconto, che era libero di fare quello che voleva con i suoi soldi. Nicola, quindi, si rivolse a un geometra per un progetto di una chiesa, in via Ceglie.

La devozione scaturita da quelle parole hanno trasformato l’imprenditore rude, abituato a trattare con carpentieri e costruttori, in un fedele devoto della Madonna. Ogni anno in città le affissioni. Quest’anno ad accompagnare la Madonna anche una preghiera di Giovanni Paolo II.

Il progetto della chiesa non è finito lì, ma davvero ha iniziato a costruirla in campagna. La sua intenzione sarebbe stata quella di donarla alla Diocesi, una volta finita. Ma forse si è fatto prendere la mano, forse il progetto e la sua realizzazione non combaciavano troppo, fatto sta che la costruzione è stata bloccata. Ci racconta: “Andai dal vescovo Benigno Papa che mi chiese di farla a Paolo VI. Solo che la Madonna mi aveva chiesto esplicitamente di «girare la casa» e non potevo farla lì. Solo che ci hanno sequestrato il cantiere, perché pensavano che stavamo facendo l’albergo”. Ci sarebbe stato un processo per il cantiere, ma il punto è che diversi sindaci e candidati hanno promesso di sbloccare il cantiere, ma non è stato possibile. La legge non si aggira, nemmeno se lo vuole la Madonna. “La chiesa sarebbe dedicata alla Madonna della Speranza. Una cosa bellissima”. Essendo Nicola Castellana uno del mestiere, e avendo parlato direttamente con le Alte Sfere, non si è limitato alla chiesetta di famiglia: “La chiesa sarebbe stata di almeno trecento posti, e sotto la chiesa uno spazio di quattrocento metri”. Con parcheggio. “Sentivo che alla chiesa della Madonna della Speranza sarebbe potuta arrivare tanta gente, da tutta Italia”. I manifesti sono quindi un segnale che Nicola vorrebbe lanciare alla città: “I cittadini di Martina devono sapere che la Madonna vuole una chiesa”. Le regole, attualmente, lo impediscono, ma siccome le strade del Signore sono infinite, chissà come andrà a finire questa storia. Nicola Castellana ci crede fermamente.

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