Gli scout raccontano il mondo dei sordi: ‘‘Sono sordo, mica scemo”

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Società



I ragazzi del Noviziato del gruppo scout A.G.E.S.C.I. Martina Franca 1, a conclusione dell’anno di attività, ha imcontrato il mondo dei sordi con un’esperienza diretta all’interno dell’ENS (Ente Nazionale Sordi) di Taranto. A conclusione dell’esperienza hanno affidato i loro pensieri ad un comunicato stampa con la speranza che questo possa essere d’aiuto ad una comunità, numerosa, ma ignorata dalle varie istituzioni.

Nell’anno di attività all’interno del Noviziato, i ragazzi (di circa 16 anni) approfondiscono il differente modo di vivere lo scoutismo in un’età in cui le scelte divengono fondamentali per la vita dell’adulto. Vengono affrontati temi legati alla fede, all’uomo, alla società, si cerca di capire quali scelte fare per il proprio futuro, ma la cosa principale è che i temi discussi vengono poi vissuti concretamente con le attività di servizio, proprio come in questo caso. 

Di seguito il comunicato stampa del gruppo Noviziato “Cherubini” del gruppo A.G.E.S.C.I. Martina Franca 1.

Quel momento in cui ti accorgi che avresti sempre voluto poter comunicare e capire quale difficoltà affronta una persona sorda nella vita quotidiana… quale occasione migliore se non poterlo fare con un’impresa di noviziato?

È ciò che noi Noviziato “Cherubini” del gruppo scout Martina Franca 1 abbiamo deciso di fare!
Dopo avere imparato alcune accortezze per poter comunicare al meglio con le persone sorde, siamo andati all’ENS ( Ente Nazionale Sordi) a Taranto per incontrarli. Siamo così riusciti ad entrare, in punta di piedi, nel loro mondo giocando e scherzando, ma anche ascoltando le difficoltà che riscontrano nell’ambiente che li circonda.

In Italia secondo l’Istat sono circa 877mila le persone con problemi dell’udito, più o meno gravi. A partire dal percorso scolastico, la vita di un sordo non è affatto semplice: la maggior parte di loro frequenta o ha frequentato l’ISISS (Istituti Statali di Istruzione Specializzata per Sordi), ma questo non favorisce l’inserimento della comunità sorda nella società. Infatti molti non frequentano la scuola pubblica perché pensano non sia adatta alle esigenze di una persona sorda poiché manca il personale qualificato o c’è poca integrazione tra i coetanei, rischiando di essere spesso vittime di bullismo.

Così come la scuola, anche la città non sempre offre i servizi adatti per farli sentire a proprio agio. Vorrebbero avere più attività che riguardino il loro coinvolgimento nelle attività cittadine e questo denota la loro voglia di sentirsi parte di un “unico mondo”. Ma questo mondo, non sembra che faccia granché per ritenersi accessibile anche a loro.
Anche se hanno la possibilità di prendere una patente di guida speciale (patente Bs) e poter andare ovunque vogliano, quando viaggiano devono improvvisarsi guide turistiche “fai da te” poiché le guide turistiche abilitate alla lingua dei segni sono pochissime e rare.

La notizia che ci ha lasciato più sorpresi è stato scoprire che la loro incolumità è a rischio tutti i giorni: infatti in caso di emergenza non tutti sanno come comportarsi. Alcuni chiedono aiuto ai vicini, altri tentano di cavarsela da soli, ma pochi sanno dell’esistenza di un’applicazione apposita per sordi che permette loro di poter contattare i numeri di emergenza. Fortunatamente dal punto di vista tecnologico c’è stato un grande cambiamento poiché le nuove tecnologie hanno facilitato di molto la comunicazione. C’è da dire però che anche il campo tecnologico presenta qualche difetto: anche se i sottotitoli in TV funzionano, non esistono ancora dei programmi televisivi, ad eccezione dei 5 minuti di telegiornale, che non sono sicuramente abbastanza per poter informare in modo completo su ciò che accade nel mondo.

Inoltre, nonostante la volontà di molti udenti di imparare la lingua dei segni essa non è ancora riconosciuta come lingua ufficiale dello Stato italiano. Ma su questo aspetto anche loro sono divisi a metà da due correnti di pensiero: da tempo nel nostro Paese le anime del movimento dei sordi si dividono tra l’approccio strettamente oralista e logopedista (che prevede impianti cocleari e riabilitazione per portare a parlare le persone sorde) o l’utilizzo esclusivo della Lis (il linguaggio dei sordi). Ma in realtà siamo noi che rendiamo impossibile la comunicazione attraverso il nostro parlare troppo velocemente, esagerando con i gesti e facendoli così sentire in imbarazzo.

Al di là di tutte le difficoltà che possono incontrare, il vero ostacolo per le persone sorde siamo proprio NOI UDENTI.


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