Pitti Uomo, le aziende tessili unite in una pagina pubblicitaria. Maggi: “Il noi vince sempre”

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A Martina Franca sono giorni di dialogo sul tessile, ma al centro della questione non ci sono nè il lavoro, nè i lavoratori e nemmeno le strategie da adottare per rendere competitivo un settore difficile (leggi QUI). Nella settimana del Pitti Uomo a Firenze l’Amministrazione comunale e le aziende tessili di Martina Franca hanno definito un esperimento di “comunicazione partecipativa” (così si legge nel comunicato che segue), essenzialmente comprando una pagina pubblicitaria su alcune riviste. Di seguito nota della segreteria del sindaco di Martina Franca:

Presentata “Martina is Fashion”: Amministrazione comunale e aziende tessili unite al Pitti uomo con una pubblicità. E’ stata presentata venerdì a Palazzo Ducale la nuova pagina pubblicitaria ideata dall’Amministrazione Comunale e dalle aziende che, da ieri, partecipano alle sfilate del Pitti Uomo a Firenze. “Martina is Fashion”, è questo lo slogan scelto con cui si pubblicizzerà la Città di Martina Franca e le nostre aziende tessili. Si tratta di un esperimento definito di comunicazione partecipativa. Ad idearlo, infatti, è stato il gioco di squadra che ha unito il pubblico con la partnership del Comune di Martina Franca, al privato, con l’adesione di 10 marchi tessili riconosciuti a livello internazionale.

Con la collaborazione grafica di GFC Associati è nata la pagina che sarà presente sulle riviste “Freccia”, “Freccia Fashion” e “Fashion Magazine”, all’interno dei treni Freccia Rossa e naturalmente negli stand del Pitti. “Non è stato semplicissimo ideare una pagina che unisse la storia di una Città a quelle di 10 aziende simili tra loro, ma con anime completamente diverse” – dichiara Fabio Barnaba socio fondatore della Grafici Associati – “ Abbiamo unito il tessuto, presente sul fondo della pagina, che racconta l’essenza dei laboratori sartoriali da cui sono nate queste grandi aziende, al barocco che rappresenta Martina Franca. Volevamo essere istituzionali, eleganti ed innovativi al tempo stesso, speriamo di aver colto nel segno”.

Per la cronaca il rosone fotografato è la finestra della Chiesa di Santa Maria della Purità, del complesso del Villaggio di Sant’Agostino, di proprietà della Congregazione dei Preti.

L’Assessore allo Sviluppo Economico Bruno Maggi sottolinea che “è stato scelto di puntare su un target di riferimento medio-alto, non a caso la visibilità di questa pubblicità si stima possa arrivare a circa 4 milioni di persone e, soprattutto, a operatori commerciali in linea con lo sviluppo territoriale di Martina. Nell’augurare buona fortuna a tutte le aziende che esporrano al Pitti, le ringrazio con affetto; in un epoca in cui prevalgono le individualità, cerchiamo invece di far vincere il “noi”. Non posso nascondere l’emozione quando ho avuto modo di vedere la pagina pubblicitaria: forse è stato la prima volta che ho visto accanto allo storico simbolo della città di Martina Franca, i marchi di aziende private che, pur essendo in concorrenza tra loro, hanno deciso questa volta di unirsi.” .

“Andando a trovare di persone le nostre aziende martinesi, insieme all’Assessore Bruno Maggi, all’ultimo Pitti Uomo di gennaio, ho avuto conferma, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di quanto siano protagoniste nel panorama mondiale” dichiara invece il Sindaco Franco Ancona –  Come Amministrazione cerchiamo di essere per loro un supporto concreto,puntando sull’aggregazione di più forze, come avvenuto in questo caso e provando a fare formazione di qualità, per non disperdere il patrimonio artigianale  che abbiamo.  Unendo le forze possiamo aspirare a essere una città sempre competitiva anche nel panorama internazionale”.

Ricordiamo che i marchi presenti da ieri e fino al 15 giugno al Pitti Uomo sono: 0909, Alessandro Dell’Acqua, Angelo Nardelli, Berwich, Bottega Martinese, Fradi, Havana, Hevò, Tagliatore e Tardia.

Paesaggio e dimore barocche sembrano usciti dalle mani di pittori che con mille colori hanno dato vita a degli splendidi dipinti. Martina Franca è anche fashion: una volta con dei piccoli laboratori sartoriali a conduzione familiare, oggi con aziende che esportano in tutto il mondo.


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