Vietati vetro e lattine. Il Comune frettoloso fa le ordinanze cieche

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Politica, Società


A Martina Franca, nel centro storico, non si potranno né vendere né somministrare bevande e alimenti contenuti in vetro o in lattine, per tutta l’estate. Niente birra in bottiglia, niente succhi di frutta, nè sottaceti, oppure un barattolo di maionese. Salvo, al momento, il caffè, che potrà essere consumato nella tazzina in ceramica, ma non sappiamo ancora per quanto.

L’ordinanza sindacale, scritta forse in fretta e senza badare troppo alle conseguenze, mette a repentaglio la sopravvivenza delle salumerie che ricadono nel centro antico, oppure di alcuni bar che non potranno nemmeno più dare l’acqua nel bicchiere di vetro, ma in anticipaticissimi bicchieri di plastica.

Il motivo, si legge dall’ordinanza, è legato al rischio di episodi di vandalismo e che mettano a repentaglio la pubblica incolumità, probabilmente temendo (o auspicando) il centro storico invaso da turisti e avventori. Quindi tutto plastica, nonostante, bisogna dirlo, il mondo occidentale ormai si sta avviando proprio al bando di uno dei materiali più inquinanti. Forse sarebbe stato il caso di prevedere più punti per raccogliere vetro e lattine, o magari favorire un coinvolgimento degli esercenti per il recupero dei vuoti. Il problema rimangono i distributori automatici, ma forse questi cubicoli impersonali potrebbero essere allontanati dal centro.

L’ordinanza ha scatenato ovviamente le critiche da parte di tanti, sia commercianti che politici. Eligio Pizzigallo, sul suo profilo Facebook, scrive: “Stiamo tornando indietro”. In realtà non si se stiamo tornando indietro o meno, ma forse l’ordinanza andrebbe rivista. La fretta, cattiva consigliera, trasforma la normalità in emergenza e così si sbaglia, magari dimenticandosi di inserire gli orari di validità dell’ordinanza, dettaglio contenuto in tutte le ordinanze simili sparse in Italia (di solito il divieto è dalle 22.00 alle 7.00).

 


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