Elezioni 2017 e ricorso Pulito. Nessuna richiesta d’appello e capitolo chiuso

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Elezioni Amministrative 2017, Politica



Le elezioni 2017 sono ufficialmente finite il 4 luglio scorso, quando i giudici del TAR di Lecce hanno definitivamente chiuso il fascicolo del ricorso del candidato Pino Pulito perché non è stato richiesto l’appello per la decisione del 21 marzo scorso, quando il Tribunale rigettò le motivazioni dei ricorrenti: “Orbene, all’esito della disposta verificazione – i cui risultati non costituiscono oggetto di contestazione – il distacco tra il ricorrente Pulito e il candidato Ancona (che ha avuto accesso al ballottaggio) è aumentato, passando da 23 a 33 voti. Ciò rende non necessario – a tacere della natura meramente esplorativa della relativa istanza –procedere al riconteggio delle schede votate nella sezione n. 40, richiesto dal ricorrente, atteso che i 26 voti reclamati in tale ultima Sezione non sarebbero comunque idoneo a sovvertire il risultato elettorale, che registrerebbe comunque uno scarto di 7 voti (33 – 26) in favore del candidato Ancona. In particolare, va respinta la deduzione di parte ricorrente, secondo cui non potrebbe tenersi conto del nuovo scarto verificatosi all’esito della disposta verificazione, stante l’assenza di ricorso incidentale da parte del controinteressato Ancona. Sul punto, è sufficiente osservare, sotto un primo profilo, che il riconteggio delle schede delle Sezioni nn. 9, 13 e 39 è stato disposto da questo giudice, nell’ambito degli ampi poteri istruttori ad esso conferiti, conseguenti ad una giurisdizione estesa al merito. In secondo luogo, non si tratta in questa sede di correggere il risultato elettorale in favore del candidato Ancona, mediante attribuzione in suo favore di un numero di voti maggiore di quello assegnatogli dall’Ufficio Elettorale. Operazione, quest’ultima, per la quale sarebbe stata necessaria la proposizione di ricorso incidentale. Piuttosto, il riconteggio delle schede è funzionale unicamente alla verifica della fondatezza dell’assunto di parte ricorrente, relativo alla mancata attribuzione di n. 40 voti validi. E sul punto, la relativa verifica non solo ha fornito risultati negativi – la qual cosa già di per sé implica il rigetto delle relative censure – ma ha altresì messo in luce un maggiore scarto tra il secondo e il terzo candidato, idoneo a rafforzare l’infondatezza delle dedotte censure. Per tali ragioni, è evidente, da un lato, la non necessità di proposizione di alcun ricorso incidentale, e sotto altro profilo, l’infondatezza delle censure articolate dal ricorrente”.

C’è voluto un anno per fare chiarezza sulle elezioni più pasticciate che la storia locale ricordi.

 


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