Festival della Valle d’Itria, al via la 44° edizione. Tutte le info

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Cultura


Si intitola “Eclissi d’amore” la 44ª edizione del Festival della Valle d’Itria, che si svolgerà come sempre a Martina Franca, dal 13 luglio al 4 agosto, seguendo un cartellone con oltre trenta appuntamenti in venti giorni, firmato dal Direttore artistico Alberto Triola e dal Direttore musicale Fabio Luisi che affiancano il presidente Franco Punzi, fra i fondatori di quella che è una delle più longeve rassegne italiane:

«Il Festival della Valle d’Itria – sottolinea il Direttore artistico Alberto Triola – continua l’esplorazione nel segno della tradizione belcantistica italiana che Rodolfo Celletti faceva risalire al“recitar cantando” monteverdiano. L’edizione 2018 si concentra sul periodo d’oro del belcantismo: dal 1718 – anno di composizione del Rinaldo napoletano e del Trionfo dell’onore di Scarlatti – al 1825, con il debutto in scena di Giulietta e Romeo di Vaccaj. È un cartellone che, a partire dal sorprendente incontro tra Händel e la Scuola musicale napoletana e dalla coeva nascita del genere comico, non esita a indagare altri campi di ibridazione. Un festival non sarebbe tale se rinunciasse a integrare il rigore della proposta – e la coerenza del suo percorso – con la fantasia e la curiosità. Per questa 44ª edizione abbiamo scelto un titolo particolarmente “barocco”, “Eclissi d’amore”, come barocco è anche il gioco delle contaminazioni e dei rimandi: il programma si diverte a mescolare le carte tra melodramma e tradizione popolare, tra serio e buffo, rigore e ironia. Non c’è, in questo, modello migliore di Rossini, il cui genio non smette di rivelarsi più moderno del contemporaneo stesso, e a cui questa stagione riserva un’attenzione del tutto particolare»

Due i titoli d’opera in scena nell’Atrio del Palazzo Ducale: Giulietta e Romeo di Nicola Vaccaj (13, 15 e 31 luglio), gioiello del belcanto del 1825, a Martina Franca nell’edizione critica di Ilaria Narici, affidato alla direzione di Sesto Quatrini, con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza; quindi Rinaldo di Händel / Leo (et al.) proposto nella versione di Napoli del 1718 in prima esecuzione in tempi moderni (29 luglio, 2 e 4 agosto), per il quale salirà sul podio dell’Orchestra “La Scintilla” il direttore musicale Fabio Luisi. I due spettacoli sono affidati rispettivamente alla regia di Cecilia Ligorio e di Giorgio Sangati, interessanti talenti che negli ultimi anni si stanno affermando sui palcoscenici di prosa e lirica per la cura e l’originalità delle loro proposte; queste scelte inoltre confermano l’attenzione del Festival verso le nuove generazioni di artisti e un legame sempre molto forte – nel caso di Sangati – con il Piccolo Teatro di Milano, fucina di talenti, nel segno e nel ricordo di Paolo Grassi. Per entrambe le opere avranno luogo le anteprime under30 dedicate ai più giovani e Rai Radio 3, come ogni anno, trasmetterà entrambi gli spettacoli in diretta il 29 (Rinaldo) e il 31 luglio (Giulietta e Romeo).

Grazie a un nuovo importante lavoro di coproduzione che lega alcune fra le più importanti manifestazioni culturali pugliesi – il Festival della Valle d’Itria, la Fondazione La Notte della Taranta e la Fondazione Carnevale di Putignano – va in scena, non solo a Martina Franca (21 e 23 luglio, Atrio dell’Ateneo Bruni), ma anche a Otranto (3 agosto, Fossato del Castello, Porta a Mare), Figaro su, Figaro giù…! Rossini e il Barbiere: tutta un’altra storia, un’originale rilettura del capolavoro rossiniano con la partecipazione straordinaria di Elio e Francesco Micheli, che da oltre un anno sono impegnati in tutta Italia con un ampio progetto di divulgazione dell’opera. Per questa nuova collaborazione pugliese, i due artisti propongono uno spettacolo originale su drammaturgia di Micheli e Gianmaria Aliverta – che ne cura anche la regia –, in cui c’è posto, oltre che per Rossini, Paisiello e Stendhal, anche per i danzatori della Taranta. La direzione dell’Orchestra popolare della “Notte della Taranta” è affidata a Giuseppe Grazioli; il progetto scenografico è invece di Benito Leonori.

Il tema del rapporto fra il tarantismo e la figura del barbiere nella tradizione popolare sarà approfondito il 2 agosto alle ore 18 (Auditorium della Fondazione “Paolo Grassi”, Martina Franca), durante la tavola rotonda Da Siviglia al Salento: l’opera nella terra della taranta e dei barbieri guaritori, alla quale parteciperanno Maurizio Agamennone, docente di Etnomusicologia dell’Università degli Studi di Firenze, Paolo Apolito, docente di Antropologia culturale dell’Università degli Studi Roma Tre e Marco Beghelli, docente di Drammaturgia musicale dell’Università di Bologna.

Una delle iniziative di maggior successo nelle ultime edizioni del festival è stata “L’opera in masseria”: quest’anno si torna così alla Masseria Palesi per la messa in scena dell’unica commedia di Alessandro Scarlatti, Il trionfo dell’onore (22, 24, 26 e 28 luglio) in un originale progetto teatrale di Eco di fondo e Jacopo Raffaele sul podio dell’Ensemble Barocco del Festival. Con gli allievi dell’Accademia del Belcanto, una star del repertorio barocco come Raffaele Pe.

La giornata del 30 luglio è dedicata invece alla memoria di Sergio Segalini, direttore artistico del Festival dal 1994 al 2009, scomparso recentemente. Alle ore 19:30 al Chiostro di San Domenico il Festival ci sarà quindi un concerto che raccoglie tanti artisti invitati da Alberto Triola a rendere omaggio a Segalini: Patrizia Ciofi, Domenico Colaianni, Sara Allegretta, Iano Tamar, Eufenia Tufano, Danilo Formaggia e Maria Laura Martorana interpreteranno pagine di Bellini, Berlioz, Donizetti, Meyerbeer e Paisiello, compositori che hanno segnato la programmazione del festival fra la fine degli anni Novanta e il nuovo millennio. Al pianoforte, Ettore Papadia.

Il concerto sarà preceduto alle 18.00 presso l’Auditorium della Fondazione “Paolo Grassi” dalla tavola rotonda Giornalismo 2.0 e new media all’opera: moderatore Angelo Foletto, critico musicale del quotidiano La Repubblica; partecipano i giornalisti Fabio Cappelli, Silvia Corbetta, Andrea Estero, Elvio Giudici e Nicola Pedone.

Oltre alla nuova proposta teatrale con Elio, ampio spazio alle celebrazioni rossiniane nei 150 anni dalla morte del compositore pesarese, le cui pagine sono presenti nella programmazione concertistica (14, 17, 18, 20, 21, 25, 26, 27, 28 e 30 luglio, 1° agosto), compreso l’appuntamento monografico “Tra dolci e cari palpiti” diretto da Fabio Luisi (20 luglio, Palazzo Ducale) e dedicato alla memoria di Alberto Zedda.

Altro momento rossiniano è quello del Festival Junior con C’era una volta… Cenerentola! (25 luglio, Chiostro di San Domenico).

Tanti i protagonisti che si alternano sul palcoscenico di Palazzo Ducale e su quelli appositamente creati in masseria, nei chiostri e nelle chiese di una delle perle del barocco pugliese, da Raffaella Lupinacci e Leonor Bonilla in Giulietta e Romeo, a Teresa Iervolino e Carmela Remigio in Rinaldo, Raffaele Pe per Scarlatti, un “maestro” come Michele Pertusi – al quale verrà assegnato il Premio Celletti 2018 – e ancora il pianista e compositore Orazio Sciortino e il violinista Yury Revich, “Giovane artista dell’anno” agli International Classical Music Awards 2015, cui poi si aggiungono i cantanti dell’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti” e importanti ensemble orchestrali come l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, la zurighese Orchestra “La Scintilla” – fra i più prestigiosi organici specializzati nel repertorio antico a livello internazionale –, l’ICO della Magna Grecia di Taranto e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza.

Come ogni anno, non manca la fondamentale collaborazione con l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e l’attenzione per la ricerca e il repertorio novecentesco e contemporaneo, testimoniata dagli appuntamenti del ciclo Novecento e oltre. Tra questi, “Gatta canta, gatto danza”(14 luglio, Palazzo Ducale e poi a Matera, Cisternino e Ceglie Messapica), un concerto dedicato ai gatti, con La Gattomachia di Orazio Sciortino, da Lope de Vega, al fianco del celebre Duetto dei gatti di Rossini, o ancora la prima esecuzione dei Tre pezzi sacri di Giampaolo Testoni (Concerto per lo spirito, 30 luglio).

Confermati i Concerti del sorbetto in collaborazione con il Caffè Tripoli (Chiostro di San Domenico, 14, 21, 28 luglio, ore 17), Canta la notte, concerto notturno nella Chiostro di San Domenico (1°agosto, ore 23), e i concerti All’ora sesta (15, 22, 29 luglio, ore 12).

Sono due donne le vincitrici dei tradizionali riconoscimenti legati al Festival, il Premio Giornalistico Lorenzo D’Arcangelo e il Premio Bacco dei Borboni: Fiorella Sassanelli, collaboratrice del quotidiano La Repubblica, sulle cui pagine racconta da anni le attività del Festival della Valle d’Itria, e Carmela Remigio, soprano di fama internazionale, insignita del Premio Abbiati come miglior cantante nel 2016, quest’anno al debutto a Martina Franca.

Biglietteria

I biglietti hanno un costo da 10 a 60 euro (ridotto per under30 e over65).

Sono in vendita online sul sito bookingshow.it e presso la biglietteria di Martina Franca piazza Roma 10 (ore 10-13 / 17-21) –biglietteria@festivaldellavalleditria.it te. 0804301094

44° Festival della Valle d’Itria – Il programma nel dettaglio

Le opere

Quella di Romeo e Giulietta è probabilmente la storia d’amore più nota nella tradizione letteraria occidentale e affonda le sue radici nelle Metamorfosi di Ovidio con la vicenda di Piramo e Tisbe per poi trovare la massima diffusione con la tragedia di Shakespeare. Amata dal pubblico, nel corso dei secoli è stata scelta come soggetto da tanti compositori fra i quali Nicola Vaccaj (1790-1848) che, con la sua opera Giulietta e Romeo (13, 15 e 31 luglio), crea un manifesto del belcanto italiano. Contemporaneo di Rossini, Bellini e Donizetti, Vaccaj è stato uno stimato teorico e didatta del canto, celebre il suo Metodo pratico di canto italiano da camera. Su libretto di Felice Romani, Giulietta e Romeo va in scena per la prima volta al Teatro della Canobbiana di Milano nel 1825 con recitativi secchi. Dieci anni più tardi, sempre nella città lombarda ma al Teatro alla Scala, il titolo torna in una nuova versione con recitativi accompagnati: nel ruolo di Romeo, Maria Malibran, cantante con un ruolo decisivo per la storia di questo titolo e per il suo finale: è infatti nota la vicenda secondo la quale la Malibran suggerisce prima e poi ottiene la sostituzione dell’ultima scena della partitura di Bellini dei Capuleti e Montecchi con quella di Vaccaj, il “finale Vaccaj”, in occasione di una messa in scena bolognese del 1832, scelta che trovò consenso e impiego durante tutto l’Ottocento. A Martina Franca Giulietta e Romeo di Vaccaj sarà proposta nell’edizione critica a cura di Ilaria Narici, edita da Casa Ricordi, basata sulla prima versione del 1825 ma con i recitativi accompagnati, ricostruiti per la messa in scena martinese da Sesto Quatrini, che sarà sul podio dell’Orchestra Accademia Teatro alla Scala. Il cast è composto dal soprano Leonor Bonilla (Giulietta), dal mezzosoprano Raffaella Lupinacci (Romeo), dal tenore Leonardo Cortellazzi (Capellio), dal soprano Paoletta Marrocu (Adele) e dai baritoni Vasa Stajkic (Tebaldo) e Christian Senn (Lorenzo). La regia è affidata a Cecilia Ligorio, le scene ad Alessia Colosso, i costumi a Giuseppe Palella e le luci a Luciano Novelli.

Il secondo titolo ospitato nel 2018 a Palazzo Ducale è Rinaldo (29 luglio, 2 e 4 agosto) di Georg Friedrich Händel (1685-1759), opera in tre atti su libretto italiano di Giacomo Rossi e Aaron Hill – tratto dalle storie narrate nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso – che inaugurò un periodo di quaranta anni di successi per il compositore tedesco a Londra. Rinaldo debuttò al Queen’s Theater nel 1711, prima opera su libretto italiano composta appositamente per un teatro della capitale inglese: ebbe un enorme seguito, rimanendo in cartellone per ben sette stagioni di fila e registrando innumerevoli repliche. Fu l’inizio non solo della notorietà per Händel, ma anche per i titoli italiani, da allora sempre più eseguiti. Il primo interprete della parte del protagonista Rinaldo fu il castrato napoletano Nicola Grimaldi (detto Nicolini), che ebbe grande successo a Londra e che fece ritorno a Napoli nel 1718. All’insaputa di Händel, il castrato portò la partitura a Napoli, dove Leonardo Leo e altri musicisti partenopei vi intervennero, realizzando una “versione napoletana” del Rinaldo che andò in scena al Teatro di San Bartolomeo con l’aggiunta di intermezzi e due personaggi buffi, Lesbina e Nesso, interpretati da una celebre coppia di cantanti-attori locali. Grazie allo studio e alla partitura approntata da Giovanni Andrea Sechi, a Martina Franca verrà proposto per la prima volta in tempi moderni il Rinaldo “napoletano”, affidato per l’occasione alle cure del Direttore musicale del Festival Fabio Luisi e alla blasonata Orchestra La Scintilla, impostasi a livello internazionale per l’attenzione alle prassi esecutive originali. Nella parte en travesti di Rinaldo, il mezzosoprano Teresa Iervolino, in quella di Armida il soprano Carmela Remigio, e ancora Loriana Castellano (Almirena), Francesca Ascioti (Argante), Francisco Fernández-Rueda (Goffredo), Dara Savinova (Eustazio), e gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Dielli Hoxha, Kim-Lillian Strebel, Ana Victória Pitts) e, per i ruoli buffi di Nesso e Lesbina, Simone Tangolo e Valentina Cardinali, attori provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. La regia è di Giorgio Sangati, con le scene di Alberto Nonnato, i costumi di Gianluca Sbicca e le luci di Paolo Pollo Rodighiero.

Assoluta novità per il Festival della Valle d’Itria è Figaro su, Figaro giù…! Rossini e il Barbiere: tutta un’altra storia, libera rivisitazione del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (21 e 23 luglio a Martina Franca, 3 agosto a Otranto), con un nuovo progetto drammaturgico di Francesco Micheli che con Elio propone uno spettacolo volutamente pop, in cui si fondono il sapiente ordine del ritmo rossiniano con la percussiva tradizione musicale del tarantismo.

La storia prende avvio da un antefatto: siamo in un paesino del Sud Italia, dai fasti magnogreci, dove un giovane di nome Bartolo viene morso da una tarantola dagli spiccati poteri taumaturgici che gli inietta un’infinita voglia di amare. Presto incontra la sua anima gemella con cui intraprende un’appassionante storia d’amore. Ma durante un Carnevale un carro separa i due innamorati che si perdono nella folla senza più riuscire a ricongiungersi. Per sopperire a questo mal d’amore Bartolo si rifugia nello studio e diventa il medico del paese, rinnegando il suo desiderio di trovare amore e il potere del morso della tarantola.

Strumenti e prassi esecutive tradizionali e classiche fonderanno i loro suoni sotto la guida del direttore Giuseppe Grazioli. La regia è affidata a Gianmaria Aliverta, il progetto scenico a Benito Leonori e i costumi a Sara Marcucci e Francesco Bondì. Il cast prevede Daniele Terenzi nella parte di Figaro, Maria Aleida come Rosina; e poi Marco Filippo Romano (Don Bartolo), David Ferri Durà (il Conte d’Almaviva), Peter Kellner (Don Basilio), Hannah Fraser (Berta) e Davide Gasparro (“lo svegliato”). L’iniziativa segna per la prima volta l’unione di tre grandi istituzioni culturali pugliesi: la Fondazione “La Notte della Taranta”, la Fondazione “Carnevale di Putignano” e naturalmente il Festival della Valle d’Itria.

 

Alla Masseria Palesi andrà in scena Il trionfo dell’onore (22, 24, 26 e 28 luglio) di Alessandro Scarlatti (1660-1725), unica commedia per musica del compositore siciliano, che richiama il mito di Don Giovanni nel personaggio del giovane dissoluto Riccardo Albenori (interpretato da un soprano en travesti). È considerato un caso esemplare, accolto con grande favore dal pubblico napoletano, sempre più interessato a questo repertorio: Scarlatti riuscì infatti a creare un nuovo modello di opera buffa in italiano invece che in napoletano e con una struttura drammaturgica e musicale coerente. Il titolo viene ripreso a Martina Franca con un’edizione revisionata sul manoscritto autografo a cura del clavicembalista Jacopo Raffaele e sarà eseguita dall’Ensemble barocco del Festival della Valle d’Itria, che impiega strumenti originali. La messa in scena è ideata dalla compagnia teatrale Eco di fondo, composta da Giacomo Ferraù, Giulia Viana e Libero Stelluti, già presenti con successo al Festival la scorsa edizione in Altri canti d’amor. Nel cast vocale il controtenore Raffaele Pe (Erminio), i tenori Francesco Castoro (Flaminio) e Nico Franchini (Cornelia) e gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Rachael Jane Birthisel come Riccardo, Erica Cortese nei panni di Leonora, Federica Livi in quelli di Doralice, Patrizio La Placa in quelli di Rodimarte e Suzana Nadejde in quelli di Rosina). Il progetto è una coproduzione con la Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari, con le scene di Stefano Zullo, i costumi di Sara Marcucci e il contributo della Fondazione Puglia.

I concerti

Appuntamento sinfonico con il Concerto a Palazzo Ducale (16 luglio) diretto da Michael Halász, con il violinista Yury Revich e l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala impegnati in musiche di Mozart, Paganini e Haydn. In occasione dei 150 anni dalla morte di Rossini, sono dedicati al Cigno di Pesaro numerosi appuntamenti, tra i quali la Soirée Rossini (18 luglio) protagonista Michele Pertusi – vincitore del Premio Celletti 2018 – con Maria Aleida (soprano), Yury Revich (violino), Nicolai Pfeffer (clarinetto) e Simone Di Crescenzo (pianoforte); il concerto “Tra dolci e cari palpiti” dedicato ad Alberto Zedda a Palazzo Ducale (20 luglio), diretto da Fabio Luisi e con la partecipazione di Carmela Remigio, Teresa Iervolino, David Ferri Durà, Christian Senn, Nicolai Pfeffer, l’Orchestra Accademia Teatro alla Scala e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza; il Concerto per lo spirito nella Basilica di San Martino (30 luglio) con la prima esecuzione italiana della rossiniana Messa (detta “di Milano”) diretta da Ferdinando Sulla, affiancata alla prima esecuzione assoluta di Tre pezzi sacri di Giampaolo Testoni (tra gli interpreti: Raffaele Pe, Francesco Castoro, David Ferri Durà e Peter Kellner).

 

 

Le rassegne

Per il ciclo “Novecento e oltre” (14, 17, 26, 27, 28, 30 luglio e 1° agosto) – progetto particolarmente vicino alla natura del Festival – sono in programma una serie di concerti che affiancano le pagine di Rossini al repertorio contemporaneo e prime esecuzioni: si passerà dunque dalla Giovanna d’Arco del Pesarese, alle Danze sinfoniche da West Side Story di Bernstein, da Three Songs from William Shakespeare di Stravinskij ai Dieci pezzi da Romeo e Giulietta op. 75 di Prokof’ev con Anastasia e Liubov Gromoglasova al pianoforte e i cantanti dell’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti”. Di sicuro interesse Gatta canta, gatto danza in programma non solo a Martina Franca (14 luglio, Palazzo Ducale), ma anche a Matera (26 luglio, Corte dell’ex Ospedale San Rocco), a Cisternino (27 luglio, Teatro Paolo Grassi) e a Ceglie Messapica (28 luglio, Atrio del Castello) che ha in programma composizioni dedicate o che rimandano agli amici felini come il Duetto dei gatti di Rossini e La Gattomachia di Orazio Sciortino, che sarà anche sul podio dell’Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto con l’attore Mauro Lamantia, il baritono Domenico Colaianni e il violino di Riccardo Zamuner; Sciortino sarà protagonista anche del recital pianistico (30 luglio, ore 23) incentrato sul tema del “Notturno”. In calendario sette appuntamenti “Fuori orario” nelle chiese e nei chiostri di Martina Franca fra i concerti “All’ora sesta” al mattino (15, 22 e 29 luglio, ore 12), “I concerti del sorbetto” al pomeriggio (14, 21 e 28 luglio, ore 17) e l’appuntamento “Canta la notte” alla sera (30 luglio, ore 23). 

Festival Junior

Iniziativa che coinvolge i più piccoli della città in uno spettacolo dedicato ai loro coetanei, pensato con lo spirito che contraddistingue il Festival della Valle d’Itria, cioè con uno sguardo rivolto al futuro, torna il Festival Junior (25 luglio, Chioso di San Domenico), realizzato in collaborazione con l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Una serata che negli anni si è affermata con grande successo, durante la quale i giovani interpreti – istruiti nel corso dei mesi invernali con il progetto “Bambini e Ragazzi… all’Opera!” della Fondazione Paolo Grassi – propongono l’adattamento di capolavori dei compositori più celebri o opere originariamente pensate per i bambini. Quest’anno, nell’ambito del “Progetto Rossini 1868/2018” per i 150 anni dalla morte del compositore pesarese, andrà in scena C’era una volta… Cenerentola!: la versione rossiniana della celebre favola di Perrault sarà proposta a Martina Franca nell’adattamento per bambini del giovane attore e regista Marco Bellocchio. Vincenzo Rana sarà impegnato al pianoforte, l’attore Mauro Lamantia sarà in scena con gli Allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e con i giovani cantanti del Coro di voci bianche “Festival Junior”. La preparazione musicale è affidata ad Angela Lacarbonara. 

Il Festival della Valle d’Itria – un po’ di storia

Il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca è nato nel 1975 su iniziativa di un gruppo di appassionati musicofili capeggiati da Alessandro Caroli, primo presidente del Festival, con il determinante supporto di Franco Punzi, allora Sindaco di Martina Franca, e di Paolo Grassi, all’epoca sovrintendente del Teatro alla Scala. Fin dagli esordi il Festival si è caratterizzato per la coraggiosa riproposta di un repertorio e di una prassi esecutiva sottovalutati: hanno contribuito alla sua affermazione le messe in scena di opere quali Tancredi di Rossini nel 1976 e della Norma nella versione originale con la protagonista dal timbro più scuro rispetto alla giovane Adalgisa.Dal 1980, con la presidenza di Franco Punzi e la direzione artistica di Rodolfo Celletti, grande esperto di vocalità, il Festival ha accentuato la sua identità originaria di rivalutazione del repertorio belcantista (da Monteverdi al protoromanticismo) e della Scuola musicale napoletana di cui grandi protagonisti furono i compositori pugliesi, pur senza trascurare il grande repertorio europeo e, in particolare, la valorizzazione di elementi del belcanto italiano presenti in opere di autori stranieri. Emblematiche le proposte di opere quali Adelaide di Borgogna e Semiramide di Rossini, L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, Giulio Cesare di Händel, Fra Diavolo di Auber.Con la direzione artistica di Sergio Segalini, dal 1994 al 2009, il Festival ha ulteriormente sviluppato la dimensione internazionale delle scelte di repertorio a partire dalla Medée di Cherubini nella versione originale francese con i dialoghi parlati, per poi affrontare capolavori come Robert le diable di Meyerbeer, La Grande-Duchesse de Gérolstein di Offenbach, fino alla versione francese di Salomé di Richard Strauss. Alberto Triola, che ha assunto la direzione artistica del Festival nel 2010, ha riportato l’attenzione sul repertorio belcantistico e sul teatro musicale barocco, ma con importanti aperture all’opera del Novecento e contemporanea. Significative le scelte di titoli del biennio 2010-2011: Gianni di Parigi di Donizetti e Aureliano in Palmira di Rossini, Rodelinda, regina de’ Longobardi di Händel e Il novello Giasone di Cavalli-Stradella, Napoli Milionaria! di Rota e il dittico Der Ring des Polykrates (Korngold) – Das geheime Königreich (Krenek), L’Orfeo di Luigi Rossi-Daniela Terranova, Nur di Marco Taralli, Zaira di Bellini, Artaserse di Hasse, Crispino e la Comare dei fratelli Ricci, Maria di Venosa di Francesco d’Avalos, Giovanna d’arco di Verdi. Le produzioni del Festival si distinguono per l’autenticità dei testi (spesso rappresentati in versione integrale) e il rispetto dei tipi vocali, fedeli agli spartiti e alle interpretazioni originali. Il Festival ha contribuito all’affermazione di artisti che avrebbero scritto la storia dell’interpretazione quali Mariella Devia, Martine Dupuy, Paolo Coni, Daniela Dessì, Patrizia Ciofi, Renato Palumbo, per citarne solo alcuni. Dal 1975 sono state oltre cento le opere presentate al Festival della Valle d’Itria. Tra l’altro va ricordato che, nel corso della sua attività, il Festival ha ottenuto per sette volte l’ambito riconoscimento del Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali.

Calendario completo

  • 13 luglio
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Giulietta e Romeo di Vaccaj
  • 14 luglio
  • ore 17.00 – Chiostro di San Domenico: Fuori orario – I concerti del sorbetto
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Novecento e oltre – Gatta canta, gatto danza
  • 15 luglio
  • ore 12.00 – Chiesa di Sant’Antonio ai Capuccini: Fuori orario – All’ora sesta
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Giulietta e Romeo di Vaccaj
  • 16 luglio
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Concerto a Palazzo Ducale
  • 17 luglio
  • ore 21.00 – Chiostro di San Domenico: Novecento e oltre
  • 18 luglio
  • ore 21.00 – Chiostro di San Domenico: Soirée Rossini – Premio Celletti 2018
  • 20 luglio
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: “Tra dolci e cari palpiti”
  • 21 luglio
  • ore 17.00 – Chiostro di San Domenico: Fuori orario – I concerti del sorbetto
  • ore 21.00 – Atrio dell’Ateneo Bruni: Figaro su, Figaro giù…!
  • 22 luglio
  • ore 12.00 – Chiesa di Santa Maria della Purità: Fuori orario – All’ora sesta
  • ore 21.00 – Masseria Palesi: Il trionfo dell’onore di Scarlatti
  • 23 luglio
  • ore 21.00 – Atrio dell’Ateneo Bruni: Figaro su, Figaro giù…!
  • 24 luglio
  • ore 21.00 – Masseria Palesi: Il trionfo dell’onore di Scarlatti
  • 25 luglio
  • ore 21.00 – Chiostro di San Domenico: Festival Junior – C’era una volta…Cenerentola!
  • 26 luglio
  • ore 21.00 – Masseria Palesi: Il trionfo dell’onore di Scarlatti
  • ore 21.00 – Matera, Corte ex Ospedale S- Rocco: Novecento e oltre – Gatta canta, gatto danza
  • 27 luglio
  • ore 17.00 – Chiostro di San Domenico: Fuori orario: I Concerti del sorbetto
  • ore 21.00 – Cisternino, Teatro Paolo Grassi: Novecento e oltre – Gatta canta, gatto danza
  • 28 luglio
  • ore 17.00 – Chiostro di San Domenico: Fuori orario – I concerti del sorbetto
  • ore 21.00 – Masseria Palesi: Il trionfo dell’onore di Scarlatti
  • ore 21.00 – Ceglie Messapica, Atrio del Castello: Novecento e oltre – Gatta canta, gatto danza
  • 29 luglio
  • ore 12.00 – Chiesa di San Francesco di Paola: Fuori orario – All’ora sesta
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Rinaldo di Händel/Leo
  • 30 luglio
  • ore 19:30 – Chiostro di San Domenico: Concerto in memoria di Sergio Segalini
  • ore 21.00 – Basilica di San Martino: Concerto per lo spirito
  • ore 23.30 – Chiostro di San Domenico: Novecento e oltre – Notturno
  • 31 luglio
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Giulietta e Romeo di Vaccaj
  • 1° agosto
  • ore 21.00 – Chiostro di San Domenico: Novecento ed oltre
  • ore 23.00 – Chiostro di San Domenico: Fuori orario – Canta la notte
  • 2 agosto
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Rinaldo di Händel/Leo
  • 3 agosto
  • ore 21.00 – Otranto, Fossato del Castello: Figaro su, Figaro giù…!
  • 4 agosto
  • ore 21.00 – Palazzo Ducale: Rinaldo di Händel/Leo

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