Locorotondo: non si lasci spazio agli imbecilli e il sindaco prenda le distanze

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Editoriali


Ormai capita spesso di leggere commenti razzisti sui social, capita spesso purtroppo di far finta di nulla, offese gratuite scritte dietro a una piccola e limitata tastiera di un pc o di uno smartphone.

Si è in fila dal medico, in banca, alla posta e nell’attesa si sfoga la propria frustrazione commentando post di qualcun altro esprimendo una finta solidarietà condita da odio e ignoranza.

Questo è quello che è successo anche ieri, quando il primo cittadino di Locorotondo ha comunicato le sue solite lagnanze nei confronti di una testata locale locorotondese che, secondo quanto scrive sempre Scatigna: “mi attacca personalmente ad ogni uscita, denigrando la mia persona ed il mio operato”.

Nel gioco delle parti il commento del sindaco ci sta tutto, quello che non ci sta è il commento neonazista di un utente Facebook che esprime solidarietà al suo “eroe”: “Si ammazzassero in una camera a gas sti quattro pidocchi”.

Qui la democrazia non c’entra, qui il diritto di esprimere qualsiasi pensiero cozza con il buon senso e con  la storia.  Ora quel post al sapore neonazista è stato rimosso. Sperando quanto meno che l’autore abbia fatto mea culpa.

Esprimiamo naturalmente solidarietà ai colleghi, e ci auspichiamo che il primo cittadino dia l’esempio chiedendo scusa e prendendo le distanze da quel commento così vergognoso e di un’ignoranza abissale.  Ancora viviamo in un paese libero e il lavoro di noi giornalisti è raccontare quello che succede senza essere minacciati da qualche imbecille che crede che le parole pesano poco.

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