“Le tue lezioni esplosioni di gioia”. Gli studenti di Matteo Pizzigallo gli dedicano una lettera

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Cultura


Il ricordo di Matteo Pizzigallo è vivo nella mente dei suoi studenti, che oggi hanno voluto salutarlo per l’ultima volta con uno striscione appeso davanti alla chiesa dei suoi funerali e leggendo una lettera che pubblichiamo qui sotto:

Caro Professore,

oggi ci permetteremo di darti del tu perché sappiamo che ce l’avresti permesso se solo le nostre strade si fossero incrociate al di fuori dell’ambiente universitario. Lo stesso ambiente in cui avremmo voluto vederti tornare, con lo stesso sorriso di sempre e con la voglia di passare del tempo con i tuoi colleghi ed i tuoi studenti. E noi oggi siamo qui per lo stesso motivo, per sorriderti e salutarti prima di questo tuo nuovo viaggio.

Quanta vita hai lasciato tra quelle aule Prof, quante battute, quanti insegnamenti di vita oltre che di storia. Ad ognuno di noi hai insegnato che avere fiducia in se stessi è il primo passo per affrontare al meglio questa vita e che, se crediamo veramente in qualcosa, dobbiamo essere pronti a tutto per raggiungere l’obiettivo anche quando il mondo non ci crede quanto noi. Sul nostro percorso abbiamo incontrato pochi altri docenti che ci hanno insegnato come affrontare al meglio un esame universitario: per te dovevamo viverlo con la semplicità di chi sa di aver fatto tutto quel che era nelle proprie capacità e di chi si presenta in seduta pronto a dare il meglio di sé. Perché è questo quel che conta.

Le tue lezioni sono nei nostri ricordi un’esplosione di gioia, tutte scandite dai riferimenti al Martina Franca, dalle ammonizioni col cartellino giallo o rosso ai più indisciplinati, ai premi tanto ambiti lanciati ai più meritevoli. Perché come dicevi tu in questa vita va celebrato anche ogni piccolo risultato. Per non parlare dei tuoi racconti sul Presidente Moro, attraverso i quali la storia di questo Paese ce la facevi toccare con mano e la cui forza ci è rimasta dentro.

Chi ha avuto l’onore di conoscerti ti deve molto: sei stato l’esempio di come si possa fare il proprio lavoro con passione senza mettere mai da parte un’estrema bontà e l’attenzione verso tutti gli occhi che incontravano il tuo sguardo. Sei stato un consigliere attento, un amico chiacchierone e, soprattutto, un docente straordinario. Con te era facile sentirsi a casa: bastavano quattro chiacchiere sulla tua famiglia, sulle novità del panorama politico italiano ed internazionale o sul calcio, tutte rigorosamente davanti ad un bel caffè da Donato. Ed è lì che ti penseremo ogni volta che offriremo qualche caffè a degli sconosciuti, proprio come eri solito fare tu, giustificando sempre tale gesto di signorilità con un ironico “io sono ricco”, sì, ricco d’animo e di umanità; così come tutte le volte che ci ritroveremo nel giardino del Dipartimento dove ci parlavi con tutta la tua simpatia e saggezza nei tuoi passaggi tra lezioni e cose da fare. Lo stesso giardino che ci piacerebbe fosse intitolato a te in quanto è lo spazio che più ti si addice: aperto alla vita come te, colorato come i tuoi racconti e ricco di storia, come la tua cultura.

Buon viaggio Prof, siamo con te.

I tuoi studenti


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