La piaga del sommerso. PD Alberobello: “Per ogni turista regolare ce n’è uno fantasma”

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Società


Il Partito Democratico di Alberobello chiede maggiore attenzione all’amministrazione Longo per risolvere il problema del turista fantasma.

Il nero, inteso come sommerso (meglio specificare di questi tempi ndr), ha ripercussioni sulla vita e sulle tasche della gran parte dei cittadini alberobellesi. Per ogni turista che viene ad Alberobello, alloggia nelle strutture regolari e paga l’imposta di soggiorno, ce n’è perlomeno un altro che è sottratto alle statistiche e la cui presenza può essere semplicemente ipotizzata esaminando l’aumento della massa dei rifiuti prodotti, il rialzo improvviso nella vendita dei giornali e, ancora, il traffico voce e dati dei cellulari sulle celle del territorio.
È implacabile l’istantanea scattata dall’indagine “Puglia: il turismo che non appare”, alla terza edizione, commissionata da Pugliapromozione alla New Mercury tourism consulting. In base ai dati rilevati si stima che se le presenze (notti) certificate dall’Istat ad Alberobello, per l’anno 2016, sono pari a 206.231, ce ne sono altre 254.000 che sfuggono alle rilevazioni. Così, se in totale le presenze stimate nel 2016 sono state 460.231, di queste solo il 44,8%, in media, è regolare. L’altro 55,2% è composto dal cosiddetto “sommerso”.

I turisti regolarmente censiti, dunque rappresentano solo una parte totale; quello delle presenze turistiche è un dato che è importante valutare nel suo complesso, anche nell’ottica della programmazione, per poter meglio calibrare i servizi sulla base di un movimento turistico reale che è il doppio rispetto a quello che emerge dalle statistiche ufficiali. E conoscere i numeri del turismo che “non appare” non è certo esercizio sterile, né tantomeno critica cieca: l’Amministrazione Longo ha il dovere di considerare il fenomeno reale, che è il doppio di quello che emerge dai dati ufficiali. E sulla base di questi numeri gestire l’impatto ambientale e programmare servizi aggiuntivi fondamentali come la raccolta rifiuti. L’Amministrazione Longo, oltre a considerare ciò, ha il dovere di effettuare la «vigilanza e controllo, compresa la lotta all’abusivismo, sulle attività ricettive» extra-alberghiere. Tale obbligo è imposto sia dalla Legge regionale n. 27 del 2013 che dalla n. 11 del 1999 da poco modificata. Non possiamo più nasconderci o far finta di niente!
La questione riguarda anche un problema d’immagine della “destinazione Alberobello”, vista la diffusa pratica di offerta ricettiva in alloggi improvvisati, privi in alcuni casi, di impianti a norma e soprattutto ancor più grave della diffusa non competenza nella corretta gestione del servizio di ospitalità.
Non si può tacere nemmeno del mancato gettito relativo all’imposta di soggiorno inapplicata a questi turisti fantasma: la nostra stima è di circa 200.000 € all’anno. Su questo punto siamo pronti ad aprire un vero dibattito politico con l’Amministrazione Longo.

Oltre a ciò ribadiamo che il gettito già riscosso non deve essere utilizzato per ripianare i debiti dell’Amministrazione ma deve finanziare interventi in materia di turismo e, in particolare, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, e soprattutto il potenziamento dei servizi pubblici da offrire ai turisti. Altrimenti non ha senso continuare questo esperimento. A questo punto aboliamola l’imposta!
Nel frattempo il Circolo PD di Alberobello propone alcune azioni all’Amministrazione Longo: – attivare un’azione di controllo del centro storico e di tutte quelle realtà che continuano a lavorare nel sommerso non pagando le imposte dovute e a scaricare sui cittadini alberobellesi quei costi aggiuntivi e quei disagi dovuti alla maggiore presenza di turisti;
– approvare un accordo con le piattaforme online (come Airbnb, Booking…) per l’applicazione, riscossione e versamento dell’imposta di soggiorno sulle prenotazioni che saranno effettuate. Diverse amministrazioni locali l’hanno già fatto (Genova, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Rimini, Palermo, Roma);
– approvare nell’ambito della tassa sui rifiuti (TARI), nell’attesa di introdurre una tariffazione puntuale (TARI corrispettivo), una sottocategoria specifica per i Bed and breakfast con valori e coefficienti di quantità e qualità intermedi tra le sottocategorie di civile abitazione e alberghi che tenga conto della promiscuità tra l’uso normale abitativo e la destinazione ricettiva a terzi.


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