Delibera 398. Coletta: “Ve l’avevo detto”. Un organizzatore: “Due pesi e due misure”

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Politica, Società


Si fa presto a puntare il dito contro l’assessore e vicesindaco Gianfranco Palmisano, reo di aver portato in giunta un provvedimento che mette a rischio quell’abitudine alla trasparenza (troppo spesso dettata da pigrizia) a cui ci avevano abituati Ancona & Co. I centoventimila euro per tre anni a E20Idea e IdeaShow, la famigerata delibera 398 del 27 settembre scorso, o arriva dopo un confronto in maggioranza, oppure in maggioranza non ci si confronta. Così come avvenuto con la costruzione del Distretto socio-sanitario, o i consiglieri dormono, oppure alcune cose non passano da loro. Ai tempi del Distretto, fu lo stesso Lafornara ad rassicurarci sulla non esistenza del metodo Ancona/Pentassuglia.

Spieghiamo bene: la delibera con la quale si affidano in maniera diretta (senza bando o avviso, senza ricerca di mercato) quarantamila euro per una settimana di eventi a Natale, Capodanno escluso, è stata sì presentata da Palmisano, ma è stata approvata da tutta la giunta, sindaco compreso, e compresi Martina Visione Comune e SiAmo Martina. Prima di approdare alla giunta del giovedì, di solito viene presentata alla riunione di maggioranza del mercoledì e quindi o non è stata capita, o non è stata presentata, oppure va per tutti bene così. Se è quest’ultima, allora non c’è problema, ma sospettiamo che abbia ragione Coletta quando dice che i consiglieri non partecipano ai lavori.

Il caso fa presto a diventare politico (fortunatamente): Lafornara prende informazioni, ma questo suo atteggiamento non piace all’assessore Palmisano, che manda un messaggio piccato nella chat dei consiglieri. Lafornara rende pubblico il messaggio in consiglio comunale e quindi si dimette dal gruppo del Pd. A difendere Palmisano e la delibera interviene Cervellera che, intervistato dal Quotidiano, dichiara: Abbiamo discusso la delibera il mercoledì prima della giunta, che di solito è giovedì, come facciamo sempre, non ricordo se Lafornara ci fosse o meno, ma la decisione è scaturita dalla necessità di fare un piano triennale che permettesse alle aziende di ammortizzare i costi di investimento e eventualmente partecipare a bandi regionali”. Cervellera ha dichiarato che la presentazione del progetto arriva nell’ambito di un bando: “È il bando fatto ai tempi di Coletta, che scadeva il 3 aprile. Anche se la proposta della Settimana Bianca è arrivata dopo la scadenza, era a quel bando che si faceva riferimento. Peraltro dopo la scadenza del bando sono pervenute molte altre richieste per organizzazione di eventi che la giunta ha patrocinato ugualmente”. Infine anche Cervellera punta il dito contro il partito che non sta facendo nulla “Ho proposto di ridare impulso all’attività politica del partito, perché così com’è non si può lavorare per niente”.

Coletta è stato tirato in ballo, tanto vale la pena chiedergli direttamente cosa ne pensa della vicenda: “Fermo restando che apprezzo l’evento, e che avrei preso in considerazione anche io, perché gli organizzatori sono in gamba e spero che si possa continuare a fare, la differenza è che la proposta dello scorso anno è stata presentata all’interno di un bando. Io però mi sono dimesso il 27 aprile e la loro proposta di evento triennale è arrivata dopo e quindi non potevo conoscerla. Nella pubblica amministrazione si parla solo con gli atti”. Coletta risponde con una certa soddisfazione: “Con me la giunta è sempre stata al riparo da qualsiasi cosa e come ha detto Chiarelli in consiglio la giunta ora deve valutarne la legittimità. Io sono più per la partecipazione e la trasparenza, si poteva fare un bando pluriennale. Poi magari non sarebbe cambiato nulla. Ma non posso giudicare la forma: l’evento è buono e va continuato. Con me la giunta è stata sempre al riparo da possibili rischi, perchè sono stati fatti bandi, solo su PianoLab è stato fatto un affidamento diretto: riguardava anche l’assessorato alla Cultura, perchè rientrava nel programma di Martina Angioina”. E infine punta il dito nei confronti di Palmisano, reo secondo l’ex vicesindaco, di non averlo appoggiato nella battaglia sui consiglieri, ma di fatto di essersi preso il posto suo: “Il mio messaggio non è stato capito e chi mi ha girato le spalle sono stati i più giovani, che avrebbero dovuto dire che che bisognava cambiare il metodo. I partiti sono stati svuotati e non svolgono alcun ruolo di controllo. Cervellera ha avuto una reazione pesante perché non c’è un clima positivo. Un reazione che è stata bacchettata molto e non capisco perché. Secondo me c’è sempre una regia per sabotare chi si mette in mostra, in particolare i giovani. Palmisano ha le sue responsabilità per non aver interpretato il mio messaggio, ma a me dispiace, perchè devo dire oggi ve l’avevo detto. E quando oggi i consiglieri vengono da me, mi fa rabbia”. Tutto questo si chiarirà domani, perché Nunzia Convertini e Vito Cramarossa hanno convocato una riunione interna al Partito Democratico.

La storia della delibera si arricchisce però di un particolare nuovo. Angelo Salamina, organizzatore di eventi, entra nel merito della vicenda e protocolla una lettera a tutti i consiglieri comunali. Avrebbe partecipato al bando per gli eventi che scadeva il 3 aprile scorso, a differenza della proposta protocollata da E20Idea e IdeaShow, e il 13 maggio Palazzo Ducale gli riconosceva un contributo di duecentocinquanta euro per tre giorni sotto Natale, per un evento chiamato Fate elfi e gnomi nel fantastico mondo di Babbo Natale, per il quale aveva chiesto una compartecipazione di quattordicimila euro da parte del Comune.  L’organizzatore si lamenta dei due pesi e due misure presunti, e racconta di come sia stato costretto a pagarsi da solo il trasporto delle transenne alla fine degli eventi, perché quando ci sono i suoi eventi mancherebbero gli operai comunali. Chi conosce il mondo degli eventi sa fare, comunque, i dovuti distinguo, ma ci sembra di capire che il progetto fosse stato protocollato a bando chiuso.

Ora, il punto non è il denaro, ma il processo attraverso il quale si arriva ad una scelta del genere. Se la politica vuole assumersi la responsabilità, può farlo, è chiamata a farlo. Ma deve essere chiara. Gli incarichi sotto soglia sono stati fatti per garantire il principio di rotazione e per questo ci chiediamo se viene rispettato. E ci chiediamo se i processi di estrema trasparenza che spesso ingessano il Comune di Martina Franca valgano per tutti o soltanto per alcuni e quando sentiremo dire: “non ci sono soldi”, saremo legittimati a dubitare.

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