Randagismo. Impennata di abbandoni e maltrattamenti. Enpa: “Dopo Coletta nessuno ci ha più ascoltato. Ci serve aiuto”

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L’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, sezione di Martina Franca, attende da mesi un incontro con il Comune accusato, secondo l’associazione, di assenteismo nonostante i vari richiami delle associazioni di volontariato. Di seguito il comuinicato dell’ENPA.

Il fenomeno del randagismo, degli abbandoni e del maltrattamento degli animali ha subito una forte impennata negli ultimi tempi. Durante i mesi estivi ci siamo trovati di fronte ad un numero sempre maggiore di abbandoni sia di intere cucciolate sia di cani adulti. Da luglio ad oggi, abbiamo dovuto assistere a scene sconcertanti, come un’intera cucciolata (cagnolini che avevano bisogno di essere allattati) chiusi in un bustone di plastica, oppure di cani con le 4 zampe legate e abbandonati a bordo strada nell’agro di Martina. Non vanno tralasciati i casi di animali detenuti in condizioni disumane, che, grazie all’intervento dei volontari, sono finalmente stati messi in sicurezza e rimessi in sesto a livello fisico e sanitario.

Sin dallo scorso aprile, abbiamo fatto presente ai responsabili comunali della gravità della situazione, chiedendo un incontro per poter creare un piano d’azione e programmare gli interventi per intervenire efficacemente sul territorio. A dovere di cronaca un incontro c’è stato, ma in quella circostanza, le associazioni animaliste non sono state invitate. Associazioni che, monitorando ed agendo quotidianamente sul territorio, sono le uniche ad avere un quadro chiaro ed effettivo di quello che accade a Martina. Praticamente è stato un incontro “monco”.

Lo scorso 24 settembre abbiamo chiesto un nuovo incontro con le istituzioni, Sindaco e Assessore all’Ambiente, ad oggi siamo ancora in attesa di una risposta. La situazione è grave e senza interventi mirati non accennerà a migliorare. Occorre sterilizzare (unico strumento per limitare le “nascite indesiderate”), occorre tolleranza zero nei confronti di chi abbandona, di chi detiene cani senza microchip, di chi detiene animali in condizioni disumane. Bisogna effettuare la sterilizzazione delle cagnoline padronali ed in particolare quelle presenti nelle tante masserie dell’agro che sono, per l’80%, i maggiori focolai dei tanti abbandoni di cuccioli ai quali ci siamo trovati e ci troviamo di fronte. Occorre che i fondi che il precedente assessore aveva destinato alla sterilizzazione e che abbiamo da poco scoperto essere stati usati per altro, vengano rimessi al loro posto e si cerchi di fare subito l’iter burocratico per poter partire con la sterilizzazione.

Bisogna assolutamente ripristinare gli interventi che avevamo concordato con l’ex Assessore Coletta, dopo i tanti incontri avuti, all’interno di una strategia che vedeva i volontari al fianco del Comune, anche attraverso una convenzione per la quale erano stati destinati fondi minimi per il semplice rimborso delle spese (benzina, spese per antiparassitari ecc). Non siamo nelle condizioni di perdere altro tempo prezioso. Il fenomeno del randagismo non è qualcosa che deve essere declassato costantemente ad interventi di quarta o quinta categoria. Siamo stanchi, accudiamo quotidianamente centinaia di randagi per evitare che arrivino nel centro abitato, lo facciamo in silenzio e senza chiedere nulla a nessuno, facciamo adottare decine e decine di cani del canile comunale, facendo risparmiare decine di migliaia di euro al Comune sui costi di mantenimento dei cani nel canile. Senza un aiuto concreto non possiamo andare avanti, perché è vero che siamo VOLONTARI, ma non siamo imbecilli. Ancora qualche giorno di attesa per il famoso incontro chiesto, dopo saremo costretti ad incrociare le braccia e chi ha la responsabilità di questa situazione dovrà dare delle risposte alla città.


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