Sanità, le strutture joniche tra le migliori della regione. Soddisfazione del Tribunale per i diritti del malato

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Il 14 settembre 2018 a Bari, presso la Fiera del Levante nell’ambito del Forum Mediterraneo in Sanità, si è svolto l’incontro in cui sono stati presentati i dati relativi alla “Valutazione Partecipata del Grado di Umanizzazione delle Strutture di Ricovero”; la rilevazione è stata effettuata lo scorso mese di giugno in 66 strutture pugliesi, di ricovero per acuti e di riabilitazione, pubbliche e del privato convenzionato.

Parimenti, lo scorso 16 ottobre presso l’Auditorium dello Stabilimento “San Giuseppe Moscati” di Taranto ha avuto luogo un incontro con tutti i protagonisti della rilevazione e con i rappresentati degli organi di informazione in cui sono stati diffusi e discussi nello specifico i dati per la provincia di Taranto.

Presenti il Direttore Generale ASL Taranto, avv. Stefano Rossi, e il management aziendale, nonché i direttori medici dei Presidi Ospedalieri, i referenti delle cliniche convenzionate, i referenti delle associazioni del Comitato Consultivo Misto e i referenti delle altre associazioni che hanno partecipato alla rilevazione, tra cui CITTADINANZATTIVA/MARTINA FRANCA con la rete TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO.

Le strutture di ricovero oggetto di rilevazione in provincia di Taranto sono state 12 (5 pubbliche e 7 private) e confermano il primato dello scorso anno ottenendo, come livello di umanizzazione conseguito, il punteggio più alto tra tutte le province pugliesi; considerando le strutture pubbliche, la provincia di Taranto risulta al primo posto assoluto con un punteggio di 7,5 seguita dalla provincia di Bari con 7,3.

Nello specifico, tra gli ospedali pubblici tarantini il P.O. “Valle d’Itria” di Martina Franca figura al primo posto con un punteggio di 7,8 seguito dal SS. Annunziata di Taranto con 7,7.

In merito a questi dati, la dr.ssa Lucia Aquaro, referente del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva/Martina Franca, precisa che “questi ragguardevoli punteggi, raggiunti in riferimento al grado di “Umanizzazione”, sono  stati ottenuti in considerazione di quattro specifiche aree di valutazione: processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona; accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura; accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza; cura della relazione con il paziente/cittadino” e aggiunge che “questi dati ottenuti fanno ben sperare che l’attenzione prestata al cittadino/paziente possa continuare a supportare un dialogo sempre positivo tra azienda sanitaria e referenti civici: l’ “Umanizzazione” può costituire la piattaforma per mantenere e alimentare una collaborazione sempre “costruttiva”, al fine di strutturare piani e azioni di miglioramento per affrontare problematiche e “criticità” esistenti in ambiti diversi”.


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