Immigrazione. 60 Comuni pugliesi pronti ad opporsi al decreto Salvini

La protesta degli amministratori locali contro il Governo e il decreto Salvini sull’immigrazione arriva anche in Puglia. Il decreto dell’Interno prevede 23mila migranti in meno da accogliere, la revoca di 1500 permessi di protezione umanitaria e la contemporanea chiusura di molti Sprar e Cas.

Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno infatti ci sarebbero già decine di Comuni pugliesi pronti a operare contro il dispositivo voluto dal vicepremier leghista: “Sono 60 gli amministratori locali di ‘Italia in Comune Puglia’ – si legge in una nota – che scendono in campo contro il decreto Salvini sull’immigrazione: sindaci, assessori e consiglieri comunali già iscritti al partito sono pronti a presentare nei rispettivi comuni un ordine del giorno in cui chiederanno al Governo di sospendere gli effetti del decreto legge e di rivalutarne le ricadute con i territori; e alla Regione Puglia di condividere i loro intenti”.

Forte è stata la risposta di alcuni sindaci, che hanno rilasciato alla GdM il loro pensiero circa il decreto Salvini. Abbaticchio (sindaco di Bitonto): “Con le chiusure di Cas e Sprar si tolgono vite umane dal circuito ‘sano’ dell’accoglienza per immetterle in strada. Non occorre essere degli esperti per comprendere come gli effetti del provvedimento sarebbero addirittura opposti a quelli prefissati. A voler essere sospettosi verrebbe da pensare che questo incremento generalizzato di insicurezza e panico che si diffonderebbe nelle città sia una trovata utile per futuri fini elettorali».

Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci: “Ci spieghi Salvini come dovrebbe condurre questo provvedimento a una maggiore sicurezza nelle città se l’attuale Governo non ha stipulato nemmeno un accordo con i Paesi di provenienza dei migranti per il loro rimpatrio… per non parlare poi dell’aspetto più prettamente ‘umano’, che siamo certi non sarà stato preso in considerazione dal ministro, ovvero l’abbandono in strada di giovanissimi”.

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