Locorotondo: “la Perla della Valle d’Itria”

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Cultura, Politica



L’ultima asta per aggiudicarsi la Cantina Sociale di Locorotondo è andata deserta.

Nessuna offerta è stata presentata  e molto probabilmente nemmeno un ulteriore ribasso del 25% aiuterà  a risolvere l’ormai vecchio problema identitario di un paese che cerca di mettere alle sue spalle un passato glorioso. Un passato che profumava di vino bianco DOC e che oggi resiste solo nelle cartoline sbiadite di qualche azienda vitivinicola locale e sui terrazzamenti in Via Nardelli allestiti ad hoc per scattare selfie da gara e da condivisione compulsiva sui social.

Ma quello che resta è altro. Quello che resta è un passato che molto probabilmente non tornerà, che molto probabilmente oggi  cozza con l’idea turistica di un borgo che si crede città, con tutte le problematicità  da “centro adolescente”: parcheggi, illuminazione, strade, metano ecc. Quel passato legato al vino ha creato Locorotondo,  l’ha plasmata, l’ha resa unica tra le tante. L’ha resa forte, solida attorno a una comunità che storicamente si è fatta falange contro chi minacciava la sua stessa identità.

Ha meno di ventiquattro ore una provocazione lanciata proprio dal primo cittadino, Tommaso Scatigna,  che riguarda l’istallazione di nuovi cartelli stradali sui quali si legge: “Locorotondo la Perla della Valle d’Itria”. Al di la delle virgolette quasi a voler essere una specie di citazione pronunciata  da non si sa chi, al di la del significato, chissà se l’assessore alla cultura Ermelinda Prete  o il consigliere Paolo Giacovelli, entrambi autori di libri, si sono accorti che scrivere Perla con la “P” maiuscola assume un significato completamente diverso (da metafora utilizzata per indicare il candore, specificità e unicità diventa un nome proprio di donna), quello che si vuole sottolineare è che dare un colpo di spugna al passato  significa dimenticare le origini e quando si ha intenzione di farlo almeno  bisogna farlo con cognizione di causa. Tutto qui.

Sperando che domani non nascano altre pietre più preziose di una perla in Valle d’Itria ( per esempio un diamante come fa notare il consigliere Silvestro Catalano) la nostra speranza è che non si cancelli  per sempre quella denominazione che ha accompagnato  per anni e anni Locorotondo  etichettandola città del vino bianco doc. Locorotondo ricorda chi eri. Ricorda le tue radici.

 


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