Calcio e sapori, conosciamo i nostri avversari: Bisceglie

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La sesta puntata di questo viaggio tra calcio e sapori, che si svolge in occasione delle partite casalinghe del Martina, oggi fa tappa a Bisceglie dove ha sede la società Don Uva 1971.

La cittadina, in provincia di Barletta-Andria-Trani, conta un numero di abitanti che supera di poco le 55mila unità e come grandezza si pone subito dietro i tre centri capoluogo. Si affaccia direttamente sull’Adriatico: famose sono le spiagge Scalette e Salsello che in passato sono valse la Badiera Blu per la qualità delle acque e per i servizi offerti.

Le origini del centro sono antichissime e risalgono al Paleolitico, epoca in cui furono abitate le numerose grotte presenti sul territorio (nelle campagne sono presenti anche numerosi Dolmen). Sulle origini del nome Bisceglie vi sono due teorie: la prima lo farebbe derivare da Visciju, il querciolo, la quercia di Palestina, di cui la zona anticamente era ricchissima; la seconda ipotesi fa riferimento al latino vigiliae, sentinella, che pone l’accento sulla presenza sul territorio di posti controllo con torri e vedette.

Da un punto di vista strettamente agroalimentare il territorio risulta molto ricco. Beneficia direttamente dei prodotti della pesca e di quelli della terra (prodotti dell’orto e carni pregiate). Andando in giro nel centro storico di Bisceglie, per ammirare palazzi antichi, vicoletti e chiese (imperdibile la romanica Concattedrale di San Pietro apostolo che risale agli inizi del secondo millennio), è facilissimo imbattersi nei profumi che rimandano direttamente alle antiche tradizioni culinarie del posto.

Nelle campagne si produce un olio di qualità; i Produttori Oleari Biscegliesi, frantoio della famiglia Valente, crea il proprio oro liquido sin dall’Ottocento. Tra i prodotti merita l’assaggio un unicum: l’olio aromatizzato (oggi vanno tanto di moda questi prodotti) alle cime di rapa.

Tra tutti però, l’elemento che caratterizza il centro adriatico da un punto di vista culinario deriva dall’antica tradizione pasticciera ed è, senza ombra di dubbio, il sospiro di Bisceglie. Secondo una leggenda locale, in occasione delle nozze di Lucrezia Borgia, contessa di Bisceglie, con Alfonso di Aragona, le clarisse del Monastero di San Luigi prepararono questi dolci, che allietarono le nozze dei due nobili; in base ad altre testimonianze, invece, il sospiro sarebbe l’invenzione di un pasticcere romantico, che si ispirò, per dargli forma, ai seni della sua amata.

Questo dolce è un pan di spagna leggerissimo fatto con uova di galline ruspanti e farine pugliesi aromatizzato con scorza di limone delle campagne biscegliesi. Il suo interno è farcito con una crema ricavata dall’infusione delle bacche di vaniglia nel latte, il tutto ricoperto da una sottile glassa di zucchero. Da assaggiare quello del Bar Cattedrale.

In chiusura, come dolce abbinamento al sospiro consiglio un vino tipico della zona: un Moscato di Trani. Tra i tanti, mi piace molto quello prodotto da Villa Schinosa (proprio in territorio di Trani, pochi chilometri a nord di Bisceglie) da uve di Moscato Reale lasciate appassire sulla pianta sino ad ottobre inoltrato prima della pressatura soffice e della macerazione a freddo. Il tutto volto ad ottenere un nettare dal colore dorato intenso e vivace, dai profumi ricchissimi propri dell’uva di origine arricchiti da note salmastre vista la vicinanza al mare. Il sapore è naturalmente dolce con sentori di mandorla.

 

(Foto: fonte web – Bisceglie24)


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