Calcio e sapori, conosciamo i nostri avversari: Apricena

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Per la settima partita interna della stagione propongo il settimo capitolo di questo percorso che accompagna il campionato del Martina calcio. Questa domenica, l’avversario che arriva al “Tursi” è l’Apricena.

Il paese, che conta poco più di 13mila abitanti, è una delle propaggini nel Parco Nazionale del Gargano. Le origini del centro risalgono al XIII secolo e ai tempi in cui in questa terra viveva Federico II di Svevia. Stando all’epigrafe (Cena dat et aper nomen tibi Apricina – Cena di cinghiale) presente su una lapide oggi incastonata nella Torre dell’Orologio, l’imperatore proprio nel luogo dove oggi sorge Apricena decise di far intavolare un ricco banchetto a base di carne di un enorme cinghiale da lui cacciato. Lì, poi, avrebbe fatto costruire una delle sue tante residenze di cui la nostra Puglia è piena.

Andando ad approfondire le questioni squisitamente agroalimentari ed enogastronomiche della zona, va detto che questa parte di territorio che ricade nella provincia di Foggia è ricco di prodotti della terra. La gastronomia si arricchisce, inoltre, delle carni degli animali allevati in zona (ovini, caprini e suini in particolare). Tra le tipicità spicca la F’liett, un piatto tradizionale preparato prevalentemente in periodo pasquale fatto con soppressata, pancetta tesa, arance, uova lesse, asparagi selvatici, prezzemolo, olio e sale. Da provare anche l’agnello “acqua e sale” accompagnato magari con un contorno di magnapurcell (crescione spontaneo) o la testina di agnello al forno con patate.

Infine non può mancare in questo viaggio virtuale nel mondo agroalimentare del luogo un suggerimento su quanto bere. Nel territorio di Apricena si trova l’azienda di Valentina Passalacqua (Laurea in Giurisprudenza alla Luiss e un Master a Londra prima di tornare a vivere la sua terra) che produce vini biodinamici decisamente territoriali. Tra i prodotti che questa bella realtà sforna, mi piacciono molto il Bombino (Puglia IGP) a fermentazione spontanea, affinamento sulle fecce nobili e decantazione naturale; la Falanghina – Cosìcomè (Puglia IGP) un vino bianco macerato che segue una produzione simile al primo; il Nero di Troia (Puglia IGP) altro illustre rappresentante della zona prodotto in acciaio e affinato sulle fecce nobili anch’esso.

 

(in foto: testina di agnello con patate – fonte web)


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