Calcio e sapori, conosciamo i nostri avversari: Bari

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In vista della 20esima giornata del campionato di Promozione, che porterà al “Tursi” la Vigor Liberty San Paolo Bari, torna puntuale la rubrica che, attraverso una serie di spunti storici e agroalimentari vuole presentare al pubblico locale l’avversario del giorno.

Intanto va subito detto che, dopo i fatti incresciosi dell’andata in cui si verificò un’aggressione ai danni di alcuni calciatori biancazzurri, con la sfida sospesa e poi rinviata, a Martina non potrà esserci presenza di pubblico barese.

La società ospite è nata la scorsa estate grazie al titolo sportivo della Vigor Moles, impossibilitata a proseguire il proprio cammino a causa di problemi strutturali legati al campo di calcio comunale. Da qui è nata la Vigor Liberty San Paolo Bari, con i nuovi dirigenti che hanno voluto mantenere il nome Vigor in onore della ex società del presidente Marino Liuzzi, aggiungere Liberty per onorare una vecchia società cittadina, aggiungere San Paolo vista la sede e il campo di gioco, il “Diomede” ubicato proprio nel quartiere periferico del capoluogo di regione.

Quando si parla di Bari, perché proprio su questa città voglio catalizzare l’attenzione, parlando di cibo il rischio è quello di perdere la bussola tante sarebbero le cose da dire. Pertanto la mia attenzione voglio catalizzarla solo su due questioni: la focaccia e “pataterisoeccozze” (che è un tutt’uno, parafrasando Emilio Solfrizzi in un suo celebre sketch) ossia la Tiella alla barese.

Alta, bassa, soffice, croccante, con poco o con tanto pomodoro, con la patata nell’impasto oppure no: la ricetta della focaccia barese è un mantra che ogni famiglia si tramanda gelosamente. E per ciascuno, la propria naturalmente è la migliore in assoluto. E non può che essere così. Io personalmente, quando sono in centro a Bari, scelgo quella di Atena.

Decisamente più complessa e particolare è la Tiella. Il nome di questo piatto è legato al recipiente in cui è preparato: un tegame largo e basso di creta. Anche in questo caso le proporzioni e il modo di comporre e assemblare il tutto è un segreto familiare: c’è chi ci mette più patate, chi più riso, chi i pomodori interi, chi la salsa e chi, ancora, nessuno dei due;  c’è chi, inoltre, aggiunge anche le zucchine. Per tutti quanti però è un classico abbraccio tra terra e mare preparato con prodotti relativamente poveri.

La storia di questo piatto si perde nella notte dei tempi. Le signore utilizzavano le verdure di avanzo per poi adagiarle dentro un tegame insieme a riso e patate, aumentando la dose di carboidrati e rendendolo completo il piatto in termini energetici e nutrizionali. La tiella veniva poggiata sulle braci, con una parte di queste appoggiate anche sul coperchio per creare una sorta di cottura la forno. Dalle campagne la ricetta viaggiò fino alla costa incontrando la cultura marittima: per questo sono state introdotte le cozze, che arricchiscono il sapore.

Come al solito, in chiusura, i suggerimenti si spostano sul fronte “bere”. E per l’occasione, vista la vicinanza del quartiere San Paolo con Bitonto, vorrei parlare di birra anziché di vino. Nello specifico della produzione del birrificio artigianale (della terra di Bari, come specificato anche in tutte le loro pubblicità) I Peuceti.

L’approfondimento parte dalla “Cattedrale”, Golden Ale dal sapore intenso di malto arricchita dalle fragranze del luppolo del tipo East Kent Goldings che ne conferisce aromi speziati e floreali. Accanto a questa (che nella produzione de I Peuceti è quella che incontra maggiormente il mio gusto) vorrei citare la “Baresana”: chiara Belgian Ale il cui aroma lievemente speziato si sposa bene anche con un piatto come la Tiella.

 

(In foto: Patate riso e cozze. Fonte web: siPuglia)


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