Sesso e altri inconvenienti. La casa di produzione non paga i lavoratori, interviene la CGIL

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Cultura



“La Sun Film Group paghi i lavoratori: la cultura,per chi ci lavora,non è solo hobby”. Il segretario generale SLC CGIL TARANTO Andrea Lumino interviene sulla questione che vede coinvolti decine di professionisti che aspettano ancora il compenso per le prestazioni eseguite:

Quando diciamo che la cultura non è solo cibo per la mente ma anche pane per chi ci lavora, lo affermiamo con cognizione di causa. E riguarda ad esempio la denuncia che come SLC CGIL di Taranto abbiamo effettuato nei confronti della Sun Film Group che ha prodotto,nello scorso mese di dicembre, il film ‘Sesso ed altri inconvenienti’ nella città di Taranto. Riprendendo il comunicato della stessa Sun Film Group al termine delle riprese, si legge dell’utilizzo “…di 70 professionisti del cinema, 10 location tra Taranto e provincia, più di 300 tra comparse e figurazioni speciali; grande la partecipazione e la disponibilità delle attività produttive del territorio e degli Enti locali…” e si conclude con l’“…Auguriamo a tutti voi un felice Natale e un propizio 2019, da vivere insieme al cinema…”.

In questo scintillio di buoni propositi,però,ci si è dimenticati un aspetto essenziale: pagare chi ha lavorato, dagli attori alle comparse alle maestranze, nel rispetto delle regole(ed anche oltre,visto che ci sarebbero anche situazioni oltre la mancata retribuzione). La cultura,per quel che ci riguarda come SLC CGIL, in questo caso la produzione cinematografica, non è solo un hobby o uno strumento per arricchire qualcuno, ma è un lavoro,oltre ad essere un volano di sviluppo reale e di immagine per il territorio. Per questo motivo la SLC CGIL ha,nella serata di ieri, diffidato la Sun Film Group ad un incontro da tenersi entro la giornata di venerdì, partendo dal presupposto che i lavoratori vanno immediatamente pagati e le situazioni vanno sanate: in assenza di risposte saremo costretti a denunciare tutto agli organi ispettivi di vigilanza.

La SLC CGIL ritiene inaccettabile come da un lato si sfruttino lavoratori e dall’altro si utilizzi un territorio già duramente provato come quello jonico. Per questo chiamiamo anche le istituzioni che si sono rese disponibili nei confronti di questa casa produttrice a farsi promotori,nelle loro competenze, del rispetto dei diritti di chi ha permesso,mettendoci realmente la faccia, di completare le riprese del film. Quello della produzione culturale è un vero lavoro e come tale va regolamentate pagato: ognuno si assuma le proprie responsabilità. Oltre ad incontri con i lavoratori che stiamo tenendo in questi giorni, siamo in attesa di riscontro ufficiale dell’azienda: in assenza di questo, continueremo anche mediaticamente a rendere pubblico come purtroppo qualcuno utilizza la scusa della cultura per profitti senza rispetto, anche dei diritti oltre che doveri, dei lavoratori.

(foto: la Gazzetta del Mezzogiorno)


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