Follia a Manduria: baby gang indagata per la morte di un 66enne picchiato e imprigionato in casa

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Cronaca



Follia criminale a Manduria, dove un 66enne sarebbe morto dopo tre giorni di agonia in ospedale. L’uomo era stato ritrovato dagli agenti di Polizia in casa propria, legato a una sedia e in condizioni a dir poco raccapriccianti. Come riporta l’Huffington Post, decisive nelle indagini sono alcune chat su Whatsapp, dove 14 giovanissimi si sarebbero scambiati foto e video dei maltrattamenti ai quali avrebbero sottoposto l’uomo, che soffriva di turbe psichiche ed era stato costretto a barricarsi in casa per non subire gli assalti del branco, che lo avrebbe rapinato e bullizzato a più riprese.

La storia emerge solo in queste ore ma ha inizio il 6 aprile scorso, quando dopo una segnalazione dei vicini la Polizia scopre il 66enne bloccato su una sedia, dalla quale non si muoveva da giorni. Iniziate le indagini, gli investigatori sono arrivati ad alcuni video su Whatsapp dove gli aggressori si riprendevano durante i pestaggi, che sarebbero iniziati addirittura nel 2012. Per i 14 (12 minori e 2 maggiorenni) le accuse sono di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. “L’ultimo episodio di percosse che si ipotizza – ha sostenuto uno dei legali dei baby criminali – risalirebbe a febbraio. Il decesso è avvenuto a distanza di settimane. E anche in relazione alla contestazione dello stalking, si parla di presunti episodi che sono scollegati. Non abbiamo ancora alcun elemento per valutare la fondatezza o meno di queste imputazioni”.

Nel frattempo il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto il pugno duro, con pene “esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri. Di fronte a simile violenza, per me non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni”.


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