Quando Salvini venne cacciato da Locorotondo

/ Autore:

Politica



Grazie ai social è facile ricordarsi di avvenimenti e anniversari importanti, questa mattina ne ricorre uno in particolare, distante anni luce dalla realtà che oggi viviamo anche qui a Locorotondo.

 Il 6 maggio di 5 anni fa  Matteo  Salvini,  attuale  vicepresidente del consiglio, veniva nel “Paese delle cummerse perle della valle d’Itria” a cercare di fare propaganda, di mettere l’uno contro l’altro, il povero contro il più povero, cercando, in altre di parole, di fare quello che oggi gli riesce davvero bene.

In Piazza Vittorio Emanuele II, 5 anni fa non ebbe nemmeno il tempo di salutare il suo stuolo di pochissimi fedeli che fu contestato e  cacciato dal palco e dalla città. Nemmeno il sindaco poté nulla quella volta.

Locorotondo divenne emblema della resistenza alla Lega in valle d’Itria e tutti guardavano agli attivisti locali con ammirazione ed entusiasmo, prendendoli a modello.

Oggi le cose sono cambiante e, con un colpo di spugna, ci siamo tutti dimenticati quello che il “capitano” e il partito che rappresenta ha propagandato  nel corso della sua storia, mettendo da sempre il nord contro il sud ed etichettandoci in tutti i modo possibili e immaginabili.

Ogni verbo negativo diventava un aggettivo che identificava il nostro sud. E come se non bastasse ha sdoganato, liberandolo definitivamente  e  per sempre il “tabù de Ma”, non sono razzista ma…, non sono fascista ma…non sono deficiente ma…

Se un tempo ci si vergognava di esprimere pubblicamente determinate opinioni, oggi grazie al vicepresidente del consiglio vale tutto, si può dire tutto di tutto,  se un tempo si ricercava la fantasia al potere, oggi vige l’ignoranza al potere.

Tutto è concesso perché tanto sarà sempre colpa di qualcun altro, del più indifeso tra tutti noi.

Quel he resta di 5 anni fa è solo il ricordo, purtroppo lontano, oggi, addirittura, in consiglio comunale siede, grazie a un rocambolesco abbandono di un consigliere comunale della lista Avanti Locorotondo,  un politico storico che batte bandiera leghista, facendo così entrare nella somma sede democratica del nostro paese una buona dose di odio.

Buon anniversario a chi c’era, buon anniversario a chi saprà ancora darsi da fare e ricordare chi eravamo.


commenti

E tu cosa ne pensi?


Commenti