Pedonalizzazione di Corso Messapia. Pace fatta tra commercianti e Palazzo Ducale?

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Economia, Politica



In una riunione affollata, mercoledì scorso, i commercianti di Corso Messapia si sono confrontati con gli assessori Pasquale Lasorsa e Bruno Maggi sulla scelta di pedonalizzare il sabato pomeriggio e la domenica Corso Messapia, una delle vie di Martina Franca dedicate allo shopping. Durante l’incontro si è potuto chiarire che la pedonalizzazione non sarebbe stata ogni giorno, come erroneamente si credeva, ma riguarderebbe solo il weekend. Inoltre Corso Messapia potrebbe presto essere interessata da un investimento di un milione e mezzo di euro con il quale rifarne il look, a cominciare dall’allargamento dei marciapiedi. “La riunione è stata buona” commenta Lasorsa “abbiamo chiarito alcune cose”. In merito alla mancanza di comunicazione: “Spesso ci si deve assumere la responsabilità di una decisione”. La mancata comunicazione ha esasperato gli animi di alcuni commercianti di Corso Messapia che avevano raccolto le firme per richiedere un incontro. Durante la riunione di mercoledì, alla quale hanno partecipato oltre cinquanta persone, non è emersa alcuna volontà da parte dell’Amministrazione di fare un passo indietro rispetto all’idea di pedonalizzare la strada il sabato pomeriggio e la domenica. “Il motivo che ci ha spinto a chiudere al traffico veicolare Corso Messapia il sabato pomeriggio riguarda la sicurezza dei pedoni” ci spiega Lasorsa, “Se i commercianti sono riuniti in comitati, lo stesso non può dirsi per i pedoni. Non posso barattare la sicurezza dei cittadini per nulla”.

Se dovesse passare il progetto riguardante Corso Messapia, ci sarà un milione e mezzo da spendere per rigenerare l’area, a partire dai marciapiedi: “Nel primo tratto, vicino a Sant’Antonio, non si potrà più parcheggiare, per permettere un allargamento dei marciapiedi”, conclude Lasorsa.

All’incontro, in qualità di titolare di un’attività che insiste su Corso Messapia, anche Roberto Massa, presidente di Confcommercio Martina Franca: “C’è stata una mancanza di condivisione del progetto”, ci spiega, “ma è pur vero che bisogna comprendere che ogni scelta che va verso il bene della città fa bene anche ai commercianti”.


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