Elezioni Europee: a Locorotondo vince la Lega, perdono Scatigna, Speciale e Smaltino. Il Pd e il Movimento 5 stelle bene ma non benissimo

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Politica



A Locorotondo hanno votato in 6.217 pari al 50,52% degli aventi diritto (12.306).

Un locorotondese su due si è recato alle urne per esprimere il proprio voto per queste Elezioni Europee che hanno visto ancora il voto di protesta protagonista.

Di questi, 198 hanno preferito votare scheda bianca, mentre sarebbero 82 gli elettori che non hanno ben capito come bisognava esprimere il proprio voto.

La Lega raccoglie anche a Locorotondo moltissimi voti  divenendo primo partito con 1657 pari al  27,91%, seguito dal Movimento Cinque Stelle con 1163 voti (19,59%).

Il Partito Democratico è terzo con 967 voti 16,29%, poco più sotto Forza Italia (il partito del primo cittadino)  con 875 voti (14,74%).

Seguono Fratelli d’Italia  con 595 voti (10,02%) sostenuti da Vito Speciale e da Vittorino Smaltino,

+Europa – Italia In Comune – Pde Italia con 251 voti (4,23%),

Europa Verde 137 voti (2,31%),

La Sinistra 118 voti(1,99%),

Il Popolo della Famiglia – Alternativa Popolare   63 voti (1,06%) era candidata in questa lista l’unica locorotondese Apollonia Amati  che porta a casa si è no una cinquantina di voti.

Il Partito Comunista35 voti (0,59%),

Il Partito Animalista 32 voti (0,54%),

I Popolari per l’Italia 20 voti (0,34%),

Casapound Italia – Destre Unite    16 voti (0,27%),

Il Partito Pirata  8 voti (0,13%),

Nessuna preferenza per Forza Nuova.

Diverse sono le considerazioni che si potrebbero fare, proviamo a  paragonare queste elezioni a quelle del 2014 dove, si faccia attenzione, lo scenario non solo europeo ma anche italiano e soprattutto locorotondese  era  completamente diverso,  basti pensare che la Lega, quella volta prendeva  solo 41 voti, oggi, invece,  ne raccoglie oltre 1600. Questo  naturalmente non per merito dei leghisti locorotondesi ma per un attiva campagna elettorale che il ministro degli interni fa quotidianamente svolgendo questa come prima attività lavorativa.  

 Il Pd  raccoglieva 2.057 voti  e si attestava come primo partito, seguito da  Forza Italia con 1883 voti, dal  Movimento 5 Stelle con  1.110 e staccato di molto c’era Fratelli d’Italia con 148.

Oggi com’era prevedibile è tutto cambiato non perché il 27% dei locorotondesi o il 34% degli Italiani ha voluto appoggiare la svolta sovranista (difficilmente, sia chi l’ha proposta sia chi ne parla ha capito di che cosa si tratta) ma perché finalmente, il conflitto si è trasformato in rabbia incanalata non verso la risoluzione dei problemi ma verso il diverso uno spauracchio che prima o poi sarà ben smascherato.  Parlare alla pancia degli italiani funziona soprattutto se questa è piena.  L’abbiamo visto qualche giorno fa anche nella vicina Martina Franca con il cambio di casacca degli ex forzisti passati con la coda tra le gambe alla Lega  sempre con immenso rispetto degli elettori.

La stessa cosa non è successa nella città delle cummerse perle della Valle d’Itria dove il primo cittadino che ricordiamo essere di Forza Italia non ha calcato la mano anzi in un post su Facebook ha intimato i cittadini a votare responsabilmente, di fatto facendo il gioco del partito dei 49 milioni spariti e restituibili in comode rate,  questo naturalmente dopo la notizia arrivata come una doccia scozzese a palazzo città del suo ultimo mandato da sindaco. Non pervenuto Antonio La Ghezza,  segretario cittadino di Forza Italia, a causa di problemi di famiglia.

 Bene ma non benissimo Vito Speciale in coppia con Vittorino Smaltino, entrambi  sembrano far le prove per le ancora lontane amministrative:  portano  a casa con un Fitto d’altri tempi quasi 600 voti.  Il Pd in città si attesta sempre sulle stesse cifre come  d’altronde  i 5 stelle che a differenza delle scorse elezioni europee guadagnano 53 voti (forse i beneficiari  cittadini del reddito di cittadinanza).

Attendiamo con ansia le regionali dell’anno prossimo.


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