L’ultimo viaggio del professor Gnisci

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Cultura


Se n’è andato in maniera silenziosa, discreta, questa mattina, Armando Gnisci uno dei più influenti studiosi della decolonizzazione e della transculturazione degli europei, originario di Martina franca e che ha dedicato tutta la vita allo studio e alla scrittura di oltre 50 saggi.

Gnisci è stato, nel 1991, il primo studioso a segnalare l’esistenza nascente di una Letteratura Italiana della Migrazione e della Mondializzazione (LIMM) con il libro Il rovescio del gioco del 1992. Da allora ha seguito il movimento LIMM partecipandovi soprattutto editorialmente, e pubblicando senza soluzione di continuità libri e saggi sull’argomento.
Dopo essersi dimesso volontariamente dall’Università di Roma la Sapienza dal ruolo di professore associato, si è dedicato alla redazione del “Manifesto Transculturale”, con il quale ha introdotto in Europa il pensiero della poetica-prassi della Transculturazione e di cui ha dato prova della lucidità del suo pensiero anche nella città natale invitato dall’Associazione Terra Terra proprio a raccontare assieme ad Alessandro Leogrande dell’importanza della condivisione tra culture differenti.

Lo immaginiamo ancora con il suo gilet scuro che passeggia per la città vecchia, e fermandosi su una panchina in piazza Immacolata ammira l’architettura ottocentesca e sfilando dalla tasca un libro in una lingua incompressibile si assopisce nella lettura.

Buona lettura professò.

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