Assenteismo all’ospedale, coinvolti medici e primari: 13 arresti e 46 indagati

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Cronaca



Caos nell’ospedale di Monopoli e, più in generale, nella ASL di Bari.
Dopo il caso dell’ospedale di Molfetta, 33 persone che svolgono la propria attività lavorativa nell’ospedale civile san Giacomo di Monopoli sono indagate dalla Procura di Bari per truffa aggravata ai danni dello Stato.

Un caso di diffuso assenteismo è stato scoperto dai carabinieri che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di 13 persone e provvedimenti di obbligo di dimora nei confronti di 20 dipendenti. Tra i coinvolti ci sono 18 medici tra cui 8 primari. L’ospedale ha sospeso tutte le sedute operatorie in programma per oggi per mancanza di personale.

I medici coinvolti sono: Angelamaria Todisco (Immunotrasfusionale), Gianluigi Di Giulio (Radiodiagnostica), Rinaldo Dibello (Gastroenterologia), Egidio Dalena (Otorinolangoiatia), Girolamo Moretti (Radiodiagnostica), Vincenzo Lopriore (Cardiologia), Sabino Santamato (Ginecologia), Leonardo Renna (Ginecologia).

Ai domiciliari anche l’operatore tecnico della direzione sanitaria Antonio Bosio, l’assistente amministrativo Anna Pellegrini, il collaboratore amministrativo-professionale Giancarlo Sardano e l’infermiera del reparto di ginecologia Giuseppa Meuli. Carlo Battaglia, parcheggiatore abusivo davanti all’ospedale, più volte è stato sorpreso a timbrare il suo cartellino.

Sono 46 in tutto gli indagati per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato commessa in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio, false attestazioni e certificazioni sulla propria presenza in servizio commesse da dipendente della pubblica amministrazione, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e peculato. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura. L’indagine è nata da segnalazioni ai carabinieri di Monopoli da parte di cittadini che lamentavano disservizi in ospedale.

C’è un altro dirigente medico destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari che è attualmente all’estero. Altre venti persone, tra le quali dieci medici (uno in servizio all’ospedale San Paolo di Bari), cinque infermiere, un operatore tecnico, tre autisti di ambulanza e un parcheggiatore abusivo, che timbrava il cartellino per gli assenteisti, sono state sottoposte alla misura dell’obbligo di dimora.

Gli accertamenti, coordinati dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal sostituto Chiara Giordano, hanno consentito di ricostruire le modalità con le quali gli indagati si assentavano fino ad alcune ore, grazie a false registrazioni dell’entrata e dell’uscita, facendo cioè timbrare il proprio cartellino a familiari, colleghi o conoscenti. In alcuni casi giustificavano, con false dichiarazioni, la mancata registrazione per «avaria della scheda, dimenticanza, smarrimento». A tre autisti di ambulanza arrestati è contestato il reato di peculato per aver utilizzato i mezzi di servizio “per fini diversi da quelli istituzionali”. In quattro mesi sono state sottratte 660 ore di servizio in totale.


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